Verso il voto
Vincenzo Ceccarelli, Franco Vaccari, Marco Donati
La lunga notte del Pd sulla scelta del candidato sindaco di Arezzo ha un esito interlocutorio e non poteva essere altrimenti. Ma qualcosa si muove e l’ipotesi delle primarie di coalizione prende consistenza. A chiedere espressamente lo strumento di consultazione preliminare alle elezioni è stato proprio uno dei protagonisti del momento, Vincenzo Ceccarelli. Lo stesso Ceccarelli - stando alle informazioni in nostro possesso ad ora - sarebbe stato al centro di molti degli interventi pronunciati nel corso dell’incontro dell’organismo del Partito democratico, ospitato nella sala congressi del Minerva. Non mancano le posizioni diverse.
I lavori, protrattisi ben oltre le due della notte, si sono svolti sotto la guida della segretaria provinciale del Partito democratico, Barbara Croci, alla presenza di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, Emiliano Fossi, segretario regionale dem e Luciano Ralli, segretario comunale. Clima costruttivo, di consapevolezza e responsabilità. Intensità e discussione. Quadro ancora composito, senza unità. Ma non sarebbero volati coltelli.
A quanto risulta, i vari pronunciamenti a favore di Ceccarelli nel corso dei lavori, hanno sottolineato come la sua figura sia naturalmente vocata al ruolo di amministratore della città per l’esperienza e la competenza maturate in anni vissuti con molteplici impegni ricoperti nelle istituzioni: comune (Castel San Niccolò) in gioventù, quindi Provincia di Arezzo, Regione Toscana, sia come assessore che come consigliere regionale, capogruppo del Pd. Il diretto interessato ribadisce disponibilità, ma in un quadro di condivisione. Da qui la strada delle primarie.
C’è stato infatti chi ha proposto di cambiare rotta in chiave nuova, con un allargamento del perimetro del campo largo nella direzione delle liste di Marco Donati, attivo e penetrante con le sue iniziative in città e nelle frazioni, sul quale però non sembra essere giunto un segnale positivo dai livelli regionali che pongono al primo posto l’identità della coalizione.
C’è poi la prospettiva che conduce alla candidatura di Franco Vaccari, padre di Rondine Cittadella della Pace, che negli ultimi giorni si è allargata a macchia d’olio, ma in direzione provinciale non ha spiccato il volo: una figura di alto profilo quella di Vaccari, per quanto senza esperienza amministrativa specifica, che rappresenta un punto interrogativo quanto a impatto sull’elettorato. La prospettiva Vaccari sembra non decollare, a fronte di un consenso interno rilevante su Ceccarelli che anche il sondaggio di novembre definiva come conosciuto e performante. Quanto al dottor Stefano Tenti, che ha manifestato la sua disponibilità, non si sarebbero registrate prese di posizione esplicite.
Nel corso dei lavori, il presidente Giani non avrebbe espressamente fatto proposte su nomi, super partes, pronto a sostenere qualsiasi scelta locale, nell'ottica del campo largo con il quale sta lavorando in Regione. Il segretario comunale Ralli e la segretaria provinciale Croci si sono presi una settimana di tempo per elaborare la situazione, sarà quindi l’Unione comunale di Arezzo a decidere, coadiuvata dagli organismi dirigenziali provinciali e regionali. Se accendere o no le primarie è comunque da stabilire il prima possibile, per una questione di tempi che - se si vota a fine maggio - diventerebbero stretti per la campagna elettorale.
La lunga notte del Pd è stata preceduta dalla presentazione ufficiale alla Casa dell'Energia del campo largo, l’intesa politica che raccoglie le espressioni che a ottobre hanno portato al successo bis Eugenio Giani per la Regione. Esposti temi programmatici e prospettive della coalizione progressista, in un quadro di condivisione tra forze che vanno da M5s ad Avs, Arezzo 2020, Italia Viva, Casa Riformista.
Ciò che manca è ora il candidato. In caso di primarie - che potrebbero svolgersi a marzo - ad esse, poi, deciderebbe di partecipare chi vuole sottoporsi alla misurazione aperta ai cittadini. Lo stesso Marco Donati, nell'incontro esplorativo avuto con Ralli, le aveva proposte. Mentre risulta difficile che vi prenda parte Vaccari che pare avesse condizionato una sua eventuale disponibilità alla larga convergenza sul suo nome. Un sistema, quello delle primarie, che talvolta funziona, in altri casi può generare divisioni.
Intanto il centrodestra, a sua volta ancora senza candidato con una rosa scarsa di petali, ha tirato il freno per osservare la partita interna al Pd e muoversi di conseguenza.
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