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L'INTERVISTA

Pupo: "Se avessi tempo mi candiderei a sindaco di Arezzo. Farei la Città della Musica"

Enzo Ghinazzi a tutto tondo: da Sanremo fino all'Arezzo e alla Madonna del Conforto

Francesca Muzzi

11 Febbraio 2026, 05:16

Pupo

Pupo durante un concerto

Pupo si sarebbe candidato a sindaco per fare diventare Arezzo, oltre che la Città del Natale che gli piace tanto, anche quella della Musica.

Enzo Ghinazzi, in giro per il mondo con “Pupo 50 - Storia di un equilibrista” e in preparazione per il Festival di Sanremo, rimette i panni di aretino - anche se lui in realtà non se li toglie mai - e fa un giro insieme al Corriere di Arezzo per la città.

In una settimana che segna la ricorrenza della Madonna del Conforto (15 febbraio), la festa di San Valentino e dentro un clima politico, ma anche sportivo particolarmente frizzantino. L’Arezzo vola nel campionato di serie C a suon di vittorie. Capolista, marcia spedita verso la promozione in B.

Pupo che ha composto l’inno dell’Arezzo quando il Cavallino venne promosso in B nel 1982, che scese in campo nella mitica festa del 2004, che Su di Noi diventò la canzone simbolo nella stagione della Battaglia Totale, oggi in caso di festa promozione esprime lo stesso desiderio di venti anni fa: cantare tutti insieme “Arezzo Cavallo Rampante...”, giocatori compresi. Un chiaro messaggio agli amaranto di iniziare ad imparare l’inno a memoria fin da subito.

- Ma partiamo, in questo viaggio per la città, dal Duomo e dalla ricorrenza che tutti gli aretini sentono più di ogni altra festività. La Madonna del Conforto. Anche Pupo?

“A prescindere dalla fede, ho un grandissimo rispetto per ogni ricorrenza che ci lega alla nostra cultura popolare e religiosa. Pur vivendo in una sorta di bolla agnostica, mi capita spesso di andare ad assistere alle celebrazioni di carattere religioso. Sono andato più volte nella Cappella della Madonna del Conforto, all'interno della nostra Cattedrale. Adoro il silenzio e la concentrazione di energie positive che si respirano dentro le nostre chiese. In più, non è un dettaglio, siamo in genere anche circondati da opere d'arte piene di significato. L'unica cosa che non ho mai fatto e mai farò, è quella di chiedere grazie e favori a Dio, alla Madonna e ai Santi. È a mio avviso un atto troppo egoistico che ridimensiona le figure mistiche e le rende simili a noi umani che facciamo favori a chi vogliamo e quando ci conviene”.

- Dal Duomo a Palazzo Cavallo, proprio di fronte. Una ridda di candidati a sindaco, ma ancora nessuna certezza. Ha qualche suggerimento?

“Se non fossi già impegnato professionalmente per i prossimi dieci anni, mi sarei candidato volentieri io a sindaco di Arezzo e Arezzo, dopo essere diventata la Città del Natale (che è una cosa bellissima che io apprezzo e condivido) sarebbe diventata la Città della Musica, in onore al nostro Guido Monaco, perciò, appoggerò chiunque insegua questo obiettivo. Senza guardare a idee e colori politici”.

- Da piazza della Libertà a viale Gramsci. L’Arezzo, come venti anni fa, è vicino alla promozione in serie B. Avrà un altro sapore?

“Seguo attentamente l'Arezzo e credo fermamente nella promozione in serie B. Sarebbe un regalo meraviglioso non solo per i tifosi, ma per tutta la città. E anche per me sarebbe uno straordinario regalo per festeggiare insieme i miei 50 anni di carriera e i miei 70 anni. Il giorno che arriveremo alla matematica promozione, mi piacerebbe scendere in campo a cantare tutti insieme l'Inno. Calciatori inclusi.

- San Valentino. Come lo festeggia, se lo festeggia, Pupo?

“Io festeggio l'amore tutti i giorni ma, per San Valentino, come tutti, invio rose e messaggi sentimentali. Non partecipo però a cene o incontri particolari. Visto in quanti siamo, sarebbe inopportuno e troppo dispendioso”. (sorride ndr)

- Il 27 febbraio torna a Sanremo nella serata delle cover. Per cantare Su di Noi insieme a Dargen D'Amico e Fabrizio Bosso. Emozionato?

“Sinceramente nessuna emozione. Solo la gioia di tornare dopo 16 anni su quel palcoscenico. Il modo migliore per celebrare i miei 50 anni di carriera. Invito tutti gli aretini e tutti i toscani a televotare quella sera (è il venerdì, la serata delle Cover in cui c'è una gara a parte) per il fantasmagorico trio formato da Dargen D'Amico, Fabrizio Bosso e Pupo”.

- Altro da aggiungere?

Sì, alò e forza Arezzo”.

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