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Bibbiena

Inchiesta su incendio e bombole esplose. Poteva essere una strage. Fiamme partite dall'abitacolo del furgone dell'ossigeno. Feriti dimessi

Il giorno dopo sospiro di sollievo, interrogativi e accertamenti. Il Comune dà sistemazione alle famiglie evacuate

Luca Serafini

13 Febbraio 2026, 07:43

Le esplosioni

Le esplosioni a Bibbiena: feriti lievi, paura, danni

Le fiamme sono partite dall'abitacolo del furgone, il conducente - 43 anni, di Arezzo - ha accostato, si è fermato, è saltato giù ed ha cercato di spegnere il fuoco con l'estintore. Ma l'incendio si è rapidamente propagato e le bombole piene di ossigeno terapeutico sono scoppiate una dopo l'altra, almeno quattro. Esplosioni fortissime, impressionanti, udite a distanza, mentre i vetri delle case di Bibbiena tremavano e il rogo, dopo aver divorato il mezzo, un Toyota di una ditta specializzata di Castiglion Fiorentino, ha attaccato le auto in sosta e le abitazioni.

Sei le persone che sono state soccorse e portate in ospedale per le cure e i controlli. Tutte dimesse in giornata. Una settima è stata salvata dai pompieri entrati nell'abitazione dove il fuoco dalla strada è passato dalle finestre. Due le famiglie evacuate prese in carico dai servizi sociali del Comune.

L'inferno in via Michelangelo (tratto urbano della Sp 208) comincia alle 10,06 e per Bibbiena la solita piovigginosa mattinata di questo inverno diventa di vera paura. Con il sibilo delle sirene, gli idratanti dei vigili del fuoco, il cielo rosso fuoco, le ambulanze, i carabinieri che evacuano alloggi e con le maestre le scuole elementari.

Un'inchiesta della Procura della Repubblica di Arezzo dovrà fare piena luce e verificare se esistono responsabilità o se tutto è figlio del caso. La domanda principale riguarda inevitabilmente il furgone adibito al trasporto di ossigeno per usi sanitari e al guasto che a quanto pare avrebbe innescato la prima fiammata. Il magistrato di turno che riceverà la relazione dei tecnici dei vigili del fuoco è Angela Masiello, la stessa che conduce le indagini sulla tragedia all'asilo di Soci, la morte del piccolo Leo avvenuta lo scorso novembre, agganciato per il giubbottino da un ramo del boschetto didattico nel giardino, e soffocato, senza che nessuno si fosse accorto dell'inconveniente.

La tragedia, ieri, è stata davvero sfiorata e c'è chi parla di miracolo. Le esplosioni, in rapida successione, hanno fatto sobbalzare tutto il centro casentinese, la gente nelle case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. I video dei passanti subito riversati sui social, documentano la fase in cui il furgone bianco fermo a lato strada diventa una palla di fuoco. Poi l'aria si arroventa. Mentre una nube di fumo si leva in cielo.

Immediato l'intervento dei vigili del fuoco con quattro squadre, il 118 con l'attivazione del gruppo maxi emergenze dell'Asl, militari dell'Arma, polizia locale. Nella concitata fase iniziale il conducente del furgone si è procurato lievi ustioni alle mani mentre usava l'estintore ed è ha inalato fumo; conseguenze anche per uno dei vigili del fuoco che provvedeva allo spegnimento ed ha riportato leggere lesioni a una mano; due mamme con i figli di due mesi e due anni, sono state accompagnate all'ospedale con codici di gravità 1 e 2.

Una cinquantenne si è vista entrare le lingue di fuoco in casa. Attimi di terrore. Per fortuna i vigili sono riusciti a portarla fuori senza conseguenze. Gli alunni della scuola elementare situata nei pressi, sono stati trasferiti alla scuola media Turati, dove poi i genitori sono andati a riprenderli. Alle 17 è stata riaperta la strada, restano le transenne. Il sindaco Filippo Vagnoli, accorso sul posto, ringrazia tutti coloro che si sono adoperati. Meglio non passeggiare in zona anche stamani, consiglia, per i residui della combustione nell'aria. Alle due famiglie rimaste senza alloggi - non agibili - provvede temporaneamente l'ente locale.

Dopo spegnimento e bonifica, tirato il sospiro di sollievo perché poteva finire davvero male, la fase della valutazione dei danni. E gli approfondimenti per capire perché è successo e se si possono contestare responsabilità.

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