Arezzo
Ladro muore durante la fuga
E' un albanese già noto alle forze dell'ordine l'uomo morto mentre scappava dalla villa di Gorello (Arezzo) dove era entrato a rubare con due complici. Cristea Arben il nome. I carabinieri lo hanno identificato. Aveva con sé i documenti. Proveniente dal Lazio, 46 anni.

La salma è all'obitorio dell'ospedale di Arezzo per l'autopsia. Sarebbe deceduto per choc emorragico. Dissanguamento. In fuga ha saltato un terrazzamento di terreno e con una gamba è rimasto infilzato nel paletto di ferro di una recinzione posizionata lungo il rio che scorre nei pressi, un argine alle scorribande dei cinghiali che calano dalle colline. Poi si è trascinato per cinquanta metri circa, crollando in un orto. Indossava giaccone nero, jeans scuri e stivali.
L'accaduto si qualifica come un fatto accidentale. Nulla di irregolare nel comportamento della famiglia intervenuta dopo il blitz dei malviventi. Titolare dell'inchiesta è il sostituto procuratore Angela Masiello. Sul posto, nella notte, sopralluogo del procuratore Ginfederica Dito. Solo dopo le 2 del 14 febbraio il recupero della salma.
La ricostruzione. Alle 8 il primo furto a Gorello, ciuffo di case e ville sopra la strada regionale 71, in direzione Valdichiana. Un luogo delizioso e appetibile per i ladri. Scatta la prima richiesta di intervento. Ma i ladri si spostano nell'altra villa, vuota in quanto la coppia che vi abita è fuori a cena. Alle 20.39 scatta l'allarme. Accanto abitano i parenti. Padre e figlio intervengono per capire se l'impianto è scattato a vuoto o ci sono intrusi. Il giovane va alla casa della zia e trova i ladri che, vistisi scoperti, gli gettano contro la refurtiva. Argento e monili. Poi scappano nel buio, abbandonando il piazzale e i pratini della villa. Ci sarebbe anche un inseguimento poi interrotto. L'altro cittadino, rientra nella sua abitazione e prende una pistola regolarmente detenuta, esce e spara due colpi in aria a scopo intimidatorio. I ladri sono già a distanza.
Poco dopo si sentono dei lamenti provenire dall'oscurità a meno di cento metri. Intanto è partita la richiesta di intervento. I carabinieri intervenuti per rilevare l'altro furto eseguono un primo sopralluogo e nei pressi trovano il corpo senza vita. Pare che si sia trascinato per alcuni metri. La recisione della vena femorale ha provocato il dissanguamento e lo choc emorragico ha causato il decesso in un breve tempo.
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