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Arezzo

Papa Leone XIV e l'esortazione alle Misericordie. Un incontro speciale. C'erano anche le famiglie dei volontari morti nell'incidente in A1

In Vaticano tanti toscani, monsignor Agostinelli e il presidente della Confederazione Giani. "Messaggeri di speranza, carità, pace"

Alessandro Cherubini

14 Febbraio 2026, 23:40

Misericordia

L'incontro del papa con le Misericordie

Oltre 200 rappresentanti delle Misericordie di tutta Italia, delegazioni internazionali dell'Ucraina, dell'Albania, della Polonia e di Betlemme ricevuti da Papa Leone XIV. C'erano pure monsignor Franco Agostinelli, correttore generale, e Domenico Giani, presidente nazionale della Confederazione. Ma anche le famiglie di Gianni e Giulia, i due volontari tragicamente scomparsi ad agosto 2025 nello spaventoso incidente sull'autostrada A1, nel tratto di Arezzo, dove perse la vita anche il paziente che stavano trasportando. “La vostra storia – ha detto il Santo Padre – testimonia che un’autentica vita di fede non può ridursi a uno spiritualismo disincarnato, ma sfocia necessariamente nella sensibilità ai bisogni degli altri e nel servizio generoso, senza risparmio”.

Il Papa ha sottolineato il valore degli operatori della Misericordia in tutte le sue declinazioni. Persone presenti quando ci sono “situazioni di emergenza, nei territori di guerra” e nella quotidianità con “mille servizi nascosti di solidarietà”, “impegnate” a camminare al fianco degli altri, riconoscendoli “fratelli” e “sorelle”, “ciascuno con la sua dignità e la sua storia”.

Da Medioevo ad oggi, nel bisogno e nella sofferenza, portatori di un aiuto possibile, sia materiale che morale. “Mirate a crescere nello spirito e a servire con gioia e semplicità, estranei ad ogni logica di potere, votati alla lode di Dio e al bene di quanti il Signore pone sul vostro cammino”. Queste le parole scelte dal pontefice per le Misericordie, con l'esortazione a continuare nell’impegno, come comunità nella quale si vive intensamente la fede e si pratica la carità. E ancora, Leone XIV ha detto: “Siate sempre messaggeri di speranza, di carità e di pace”.

Prevost, nel corso dell'incontro, ha detto: “Voi stabilite con le persone contatti che diventano percorsi di fiducia. Voi siete espressione concreta non solo del fare per le persone, ma del camminare con le persone. E fare insieme e fare per amore aiuta ad agire con profondo spirito creativo. Come Fratres, che fa cultura del dono attraverso la donazione del sangue. Vi esorto a continuare, servendo sempre con gioia e spontaneità! Siate sempre messaggeri di speranza e di pace, come ha voluto significare la Croce Giubilare!”

Un movimento nato a Firenze nel 1244 e oggi vivo grazie a centinaia di migliaia di soci e a oltre 100 mila volontari, impegnati quotidianamente nell’emergenza sanitaria, nei servizi sociali e nelle attività di assistenza e formazione su tutto il territorio nazionale.

“L’incontro con il Santo Padre rappresenta per le Misericordie un momento di grande significato spirituale e istituzionale” dichiara il Presidente Domenico Giani. “Abbiamo portato con noi la storia secolare del nostro servizio, ma soprattutto i volti dei volontari che ogni giorno operano nelle emergenze, nella formazione e nell’assistenza ai più fragili. Da otto secoli le Misericordie sono al servizio del prossimo, con una presenza che attraversa la storia del Paese rinnovandosi nelle forme della carità e della solidarietà. La benedizione dei mezzi che saranno al servizio delle comunità di Ivano-Frankivs'k, di Betlemme e della Striscia di Gaza è un segno concreto di una Misericordia che non conosce confini e che, anche nei contesti più difficili, sceglie di esserci con gesti tangibili di solidarietà e vicinanza”.

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