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Arezzo

Centrodestra in vantaggio, progressisti indietro ma con Donati è un'altra storia. Sussurri sul sondaggio, sprint candidature

Ipotesi ticket Comanducci - Rossi per il dopo Ghinelli. Alla vigilia dell'assemblea comunale del Pd misurato il gradimento dei nomi

Luca Serafini

15 Febbraio 2026, 08:52

Verso il voto

Verso il voto per il sindaco

Centrodestra vincente se il centrosinistra viaggia da solo, senza l’accordo con Marco Donati. Sarebbe questa la percezione che scaturisce da un nuovo sondaggio che ha saggiato l’orientamento degli aretini in vista del voto di maggio e il gradimento intorno alle figure di cui si parla da tempo.

Ma non ne siamo in possesso e filtrano solo voci. Lo avrebbe commissionato un imprenditore vicino al centrosinistra. Francamente difficile stare dietro alle convulsioni della politica locale nella complicata fase di individuazione dei candidati a sindaco di Arezzo. Lunedì 16 febbraio si apre una settimana sulla carta decisiva: assemblea comunale del Pd con la scelta del nome da proporre alla coalizione e venerdì la determinazione del campo largo progressista.

Con il centrodestra che attende l’annuncio per calare a sua volta le carte, non avendo annunciato in modo automatico, dopo undici anni di governo della città, il naturale successore del sindaco Alessandro Ghinelli, tra indisponibilità varie e orientamenti interni diversi. Fratelli d’Italia fino all’ultimo punta ad una soluzione di discontinuità rispetto alla giunta Ghinelli, e prende corpo l'ipotesi di un ticket con Marcello Comanducci e Pier Luigi Rossi. Innovazione ed esperienza. L'uno vice dell'altro, da definire chi. Considerando che Rossi, padre nobile del centrodestra aretino amministrativo (fu candidato nel 1995) aprì di fatto la strada alle successive stagioni di Lucherini e poi di Ghinelli in Comune, e ora potrebbe portare un contributo di saggezza e contenuti alla coalizione, anche non come figura apicale. Al vaglio altri scenari. Salvo accettare la linea suggerita dal sindaco uscente che indica come candidato Lucia Tanti, sostenuta da civici e Forza Italia.

Ma torniamo al centrosinistra dove il clima è frizzante. Da quello che si sa il sondaggio e i pronunciamenti interni al Pd, in direzione provinciale, sottolineano un certo consenso intorno a Vincenzo Ceccarelli. Che però resta incagliato tra veti e valutazioni.

Dovendo accontentarci delle indiscrezioni, questi gli scenari: 1) con la candidatura a sindaco di Ceccarelli, centrosinistra avanti al primo turno ma di poco, e si sa che il secondo turno è in salita per il centrosinistra; 2) con Franco Vaccari candidato, sostanziale parità e partita incertissima; 3) con Stefano Tenti candidato, ci sarebbe Marco Donati che, correndo da solo con la sua coalizione, va al ballottaggio; 4) se invece Donati fosse alla guida del campo largo unito si profilerebbe un successo anche al primo turno. Ma, come detto, sono informazioni raccolte negli ambienti politici che hanno visto i dati del sondaggio, di cui non possediamo i numeri e la formulazione delle domande precisa: con chi avverrebbe la sfida.

La figura di Franco Vaccari - auspicata anche dal vertice della Regione Toscana a guida progressista - ne uscirebbe con luci e ombre, nel senso che a fronte del prestigio della persona, padre di Rondine, non corrisponde un entusiasmo tale da ritenere questa la mossa vincente, per quanto possa pacificare i rapporti generali di coalizione dove gli alleati del Pd optano per una svolta, senza le evocate primarie, che non farebbe affidamento sul pur esperto Ceccarelli.

C’è poi la questione Marco Donati, mal digerito da un zoccolo duro sia nel Pd che nella coalizione, ma da altri considerato come naturale estensione di un progetto che voglia riprendere palazzo Cavallo dal quale il centrosinistra è estromesso da due legislature. Donati vedrebbe confermata dal sondaggio una robustezza di consensi tale da fargli vagheggiare anche il sorpasso sul centrosinistra, portandosi al ballottaggio.

Le domande poste agli aretini, hanno anche misurato i favori intorno a Stefano Tenti, il dottore ancora alla finestra in attesa di sviluppi, e sull’altro fronte, Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino, commissario provinciale della Lega, considerato da molti la panacea ai mali di un centrodestra spuntato in cerca di un centravanti di appeal.

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