Arezzo
Luca Berti
Luca Berti si racconta. Socio fondatore e presidente della Società Storica Aretina, la realtà costituita il 3 ottobre 1997 da 174 soci fondatori, riuniti nell'auditorium Ducci di Arezzo. L'associazione ha un remoto antecedente nella sezione di Arezzo della Regia Deputazione di Storia Patria per la Toscana, attiva dal 1936 al 1946. Nel 2005 la Società Storica Aretina è stata insignita del premio Civitas Aretii dal Comune di Arezzo; nel 2014 ha ricevuto il premio Giorgio Vasari dall'associazione Progetto Arezzo.
- Come nasce la sua passione per la storia e in particolare quella di Arezzo?
Il mio interesse per la storia locale, aretina e toscana, nasce da un episodio ben preciso. Alla facoltà di Sociologia dell'Università di Trento, il professor Cesare Mozzarelli, con il quale mi sono poi laureato con una tesi sulla storia medievale della nostra città, in vista di un esame mi invitò a leggere il libro di Danilo Marrara, Riseduti e nobiltà, sul patriziato senese, che metteva in evidenza l'interazione esistente fra gli ambiti economico-sociale e politico-istituzionale nell'età moderna. Quella lettura mi invogliò a ricostruire quanto accaduto ad Arezzo, dove ancora mancavano ricerche su quei secoli con un tale approccio.

- Qual è il percorso che l'ha portata a fondare e presiedere la Società Storica Aretina?
Quando fra i relatori del ciclo di conferenze organizzato dall'assessorato alla Cultura del Comune di Arezzo nella primavera del 1996, intitolato "Potere e classi dirigenti ad Arezzo dall'origine del Comune ai nostri giorni", si fece strada l'idea di creare un'associazione dedicata allo studio e alla divulgazione della storia cittadina, fui forse la persona che maggiormente si impegnò per dare sostanza a quel progetto. Fui eletto alla carica dagli associati con procedure democratiche e trasparenti: nell'associazione vige ancora oggi il principio dell'autocandidatura e il voto può avvenire per corrispondenza. Dopo di allora rinunciai spontaneamente per un mandato allo scopo di favorire l'alternanza. In seguito sono stato regolarmente confermato ogni tre anni, anche perchè la posizione non è appetita per il carico di lavoro, completamente gratuito, che comporta.
- Quali sono i vostri obiettivi?
L'obiettivo principale era e rimane quello di estendere la conoscenza delle vicende locali, depurandole del municipalismo ereditato dagli storici aretini del passato. Per questo motivo l'adesione non è circoscritta soltanto ai ricercatori, ma aperta a tutti i cittadini interessati.

- Quali sono le attività più importanti realizzate e quali quelle in corso?
Sono state pubblicate due Storie di Arezzo che ricostruiscono il passato della città senza soluzione di continuità ovvero senza i buchi neri, talvolta secolari, presenti nelle vecchie Storie. Soltanto così si possono stabilire nessi di causa-effetto e spiegare i motivi di quanto accaduto. Una delle due Storie ha un carattere più spiccatamente scientifico ed è uscita in volume. L'altra è stata pubblicata a puntate nelle pagine del Corriere di Arezzo in modo da raggiungere un pubblico più vasto. Editiamo inoltre il periodico semestrale Notizie di Storia, del quale sono usciti finora 53 numeri, che viene diffuso anche attraverso le edicole e spedito in tutta Italia, contribuendo a promuovere l'immagine della città.
- Ma la Società storica organizza anche un premio per tesi di laurea?
Sì, è il concorso di cultura Aurelio Marcantoni per tesi di laurea (triennali e magistrali) e di dottorato, giunto alla dodicesima edizione. Organizzato con la sponsorizzazione di Atam, Chimet, La Ferroviaria Italiana e Fraternita dei Laici, vede la partecipazione di neo-laureati provenienti da tutte le Università d'Italia e rinverdisce la tradizione del mecenatismo aretino.

- Come si sostiene economicamente l'associazione?
Riesce ad autofinanziarsi, un fatto fondamentale per garantire l'indipendenza della ricerca e l'autonomia di giudizio. La Società ha sempre ricevuto in uso la sede e l'Auditorium Ducci, dove si svolgono le iniziative pubbliche, dal Comune di Arezzo, che non ha mai cercato di condizionare lo svolgimento delle nostre attività.
- Avete rapporti con i giovani e con il mondo della scuola?
Siamo aperti al contributo dei giovani, che cerchiamo di aiutare nel loro esordio nel mondo scientifico. Quanto alla scuola, salvo rare e lodevoli eccezioni, i momenti di collaborazione non sono frequenti, ma credo che i programmi non lascino molto spazio per l'approfondimento della storia locale. Abbiamo comunque organizzato un ciclo di conferenze sulle vicende storiche delle scuole superiori di Arezzo ed è in corso la redazione di un libro su questo argomento. Abbiamo rapporti cordiali e costruttivi con le istituzioni e le altre associazioni cittadine e in modo continuativo con i Quartieri della Giostra.
- Quali altri interessi coltiva?
Seguo da vicino la politica locale, nazionale ed internazionale. Compatibilmente con l'età, faccio piccole escursioni nel territorio, a piedi e in bicicletta.

- Progetti futuri?
Creare le condizioni per realizzare una grande Storia della città e del territorio aretino che abbracci tutti i settori di attività e tutte le epoche, facendo in modo che il lavoro svolto in quasi trent'anni di vita della Società Storica Aretina non vada disperso. In questo momento ci sarebbero anche le risorse intellettuali per realizzare un progetto tanto ambizioso, ma il ceto dirigente non sembra interessato, al contrario di quanto accadeva qualche decennio fa quando la situazione era opposta.
- Quali i progetti personali?
Ne avrei molti, sempre nel campo della storia locale, ma sono consapevole che difficilmente riuscirò a realizzarli, perché le attività che svolgo mi lasciano poco tempo libero.
- Si pente di aver dedicato tante energie al volontariato culturale?
No, perché penso di aver contribuito, con la collaborazione di tutti i soci, ad aggiornare la conoscenza della storia aretina, che fino a qualche decennio fa era ancorata agli schemi, ormai superati, ereditati dal primo Novecento. Ho inoltre cercato di esplicitare i nessi, non sempre palesi, fra economia, società ed istituzioni politiche. Gli oltre 40 libri sulla storia della città e del suo territorio, promossi e dati alle stampe in questi anni dalla Società Storica Aretina, resteranno a disposizione anche delle generazioni future.

IL PROFILO
Come funzionario del Comune di Arezzo, Luca Berti ha costituito l'Archivio storico postunitario ed avviato la digitalizzazione dei flussi documentali dell'ente. È presidente della Società Storica Aretina e ne dirige il periodico Notizie di Storia dal primo numero. Ha all’attivo pubblicazioni e curatele di volumi miscellanei. Fa parte della Deputazione di Storia Patria per la Toscana, dell'Accademia Petrarca di Arezzo, dell'Accademia Etrusca di Cortona e del comitato scientifico degli Annali Aretini della Fraternita dei Laici. È consulente storico del Comune per la Giostra del Saracino.
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