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Arezzo

Trasforma in un inferno la vita dei genitori e danneggia il braccialetto elettronico: arrestato quarantenne

Indagine della polizia sfocia nella custodia cautelare in carcere dopo la lunga serie di maltrattamenti in famiglia

Alessandro Cherubini

17 Febbraio 2026, 13:42

Polizia

Indagine della polizia, misura cautelare per un 40enne

Quarantenne italiano messo in carcere per maltrattamenti in famiglia ed estorsione. In seguito a una denuncia, la Squadra Mobile ha avviato una approfondita attività d’indagine, su delega della Procura della Repubblica di Arezzo, per ricostruire l'inferno che pare fosse diventata la vita familiare.

Tutta una serie di condotte vessatorie e violente commesse dal nominato in oggetto nei confronti degli anziani genitori conviventi, che avevano portato la coppia in più occasioni ad allertare le forze dell’ordine per richiedere un loro intervento e a ricorrere in alcuni casi alle cure mediche, attivando così la procedura prevista per i reati del cosiddetto codice rosso, configurandosi a pieno titolo il reato di maltrattamenti in famiglia. In alcuni casi l’uomo, in quanto tossicodipendente non più seguito dal SerD e disoccupato, riusciva ad ottenere, con violenza o minaccia, dai genitori piccole somme di denaro volte all’acquisto di sostanze stupefacenti, o a soddisfare bisogni personali, configurandosi così anche il reato di estorsione.

Vista la gravità dei fatti ed il robusto compendio probatorio è stata richiesta dal pm ed applicata dal gip la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese con applicazione del dispositivo elettronico di controllo.

La misura cautelare, tuttavia si è rivelata insufficiente, in quanto, nell’ultima settimana, l’indagato, si è reso autore di molteplici violazioni del provvedimento irrogato dal Giudice. L’uomo, riferisce la questura, dapprima ha danneggiato il braccialetto elettronico nell’intento di liberarsene, facendo scattare così l’Alert e rendendo necessario l’intervento delle volanti della Polizia di Stato che hanno segnalato la condotta del quarantenne al pm e al giudice, attivando la Squadra Mobile per la sostituzione del braccialetto.

Gli investigatori, tuttavia, hanno appurato che nel tempo in cui l'uomo risultava libero dal controllo elettronico, si presentava a più riprese presso l'abitazione della madre per estorcerle nuovamente somme di denaro volte ad acquistare sostanze stupefacenti e/o psicotrope. La donna, in stato di forte agitazione, era costretta a richiedere nuovamente l'intervento della Polizia di Stato e a trasferirsi, successivamente, presso alcuni parenti fuori provincia, temendo fortemente per la propria incolumità personale.

Dal momento che gli eventi confermavano, quindi, un quadro di concreta pericolosità dell’indagato, richiedendo l’aggravamento della misura cautelare precedentemente applicata, preso atto delle reiterate violazioni attuate dal sottoposto, il Gip presso il Tribunale di Arezzo, su richiesta del Pm ha disposto la revoca immediata della misura del divieto di avvicinamento, sostituendola con la misura della custodia cautelare in carcere.

Il 14 febbraio l’uomo è stato prelevato dagli operatori della Squadra Mobile presso il proprio domicilio e condotto presso la Casa Circondariale di Arezzo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

  

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