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IL CASO

Conventi e monasteri social sì e no: da Camaldoli fino a La Verna

Gli inviti alla moderazione e chi guarda i gol della serie A

Francesca Muzzi

18 Febbraio 2026, 02:55

Frati e social

Frati e social

Il priore del monastero di Camaldoli, dom Matteo Ferrari in una lettera indirizzata ai suoi confratelli e riportata da La Nazione invita i propri monaci ad un uso parsimonioso di cellulari e piattaforme streaming dove guardare i film.

Dice dom Matteo: “Internet, l’uso dello smartphone e dei social, l’uso di whatsapp senza regole, i video e i film online sono una sfida per la vita monastica e religiosa. Non possiamo far finta che questa sfida non esista”.

Demonizzare questi strumenti, sarebbe semplicemente controproduttivo, ma non si può ignorare che essi plasmano il nostro modo di entrare in relazione con il mondo, con noi stessi e anche con Dio”, sottolinea Dom Ferrari. E suggerisce: “di avere un senso critico verso l’utilizzo di internet e dei social. Se la cella si trasforma in una sala cinematografica individuale e individualistica, dove va a finire la nostra spiritualità monastica e romualdina?”.

Quindi sì all’uso della tecnologia, ma con sobrietà. Ma è una regola che c’è ovunque?

Ci spostiamo a La Verna per capire che cosa succede? Il Padre Guardiano Guido Fineschi sottolinea: “Noi, tutti insieme, guardiamo il telegiornale, la sera. E magari anche qualche film che ci interessa. Ma non abbiamo regole in proposito sull’uso dei social. Certo, alcuni frati lo sono di più - social, intendo - e altri di meno, ma facciamo tutto nei limiti, senza regole, appunto”.

Ma c’è un’altra cosa che i frati insieme guardano: “I gol delle partite in serie A. Siamo tutti tifosi. Chi dell’Inter, chi della Fiorentina e quindi la domenica ci ritroviamo per guardare e commentare le reti della giornata. Però, ripeto, durante la settimana siamo sempre insieme a guardare le notizie del telegiornale. È un appuntamento fisso per sapere che cosa succede nel mondo”.

E poi il padre guardiano aggiunge: “C’è anche da dire che le regole che ci sono in un monastero sono diverse da quelle di un santuario. Noi francescani siamo frati che stanno più in mezzo al mondo”.

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