SALUTE
La consulta degli studenti
Un congedo per le studentesse con problematiche legate al ciclo mestruale che, a causa della sintomatologia dolorosa, hanno difficoltà a seguire le lezioni in classe. Due giorni di assenza giustificata al mese, senza conseguenze sulla validità dell’anno scolastico. La proposta arriva dalla Consulta provinciale degli studenti che nella Sala Vasariana di piazza del Praticino, insieme all’Ufficio scolastico regionale per la Toscana, ha organizzato l’evento “Non è un privilegio, è salute”, con il patrocinio della Provincia di Arezzo e di Asl Toscana sud est e la partecipazione del personale medico e ostetrico della Azienda sanitaria. Finalità dell’evento quella di discutere con gli esperti e i dirigenti scolastici della possibilità di introdurre il congedo mestruale all’interno dei regolamenti di istituto delle scuole secondarie di secondo grado. Un provvedimento analogo nel 2025 è stato introdotto in due scuole superiori di Potenza mentre esperienze simili sono state avviate in alcune città italiane quali Padova, Ravenna e Roma: se accolto farà di Arezzo la prima realtà in Toscana ad adottarlo.
All’evento sono intervenuti per la Asl Toscana sud Est, il direttore UOC Ginecologia e Ostetricia Ospedale San Donato Ciro Sommella, Aniello Buccino, responsabile Educazione alla salute Dipartimento delle Professioni tecniche, sanitarie e della Riabilitazione e referente di Scuole che promuovono salute, Silvia Patrussi, psicologa UF Attività consultoriali Arezzo, Marilena Polimeno e Laura Masiello, ostetriche della UF Attività Consultoriali Arezzo, la Provincia di Arezzo, Luciano Tagliaferri, Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana.
Per la Consulta provinciale degli studenti «è tristemente noto il disagio tra le studentesse che soffrono di dolori invalidanti causati dal ciclo mestruale che possono compromettere la regolare frequenza delle attività didattiche, inficiando sul conteggio delle ore finali nello scrutinio. Alcune studentesse soffrono di dismenorrea (ciclo mestruale doloroso) o menorragie (flusso abbondante) che possono risultare particolarmente invalidanti e compromettere la regolare frequenza delle attività didattiche». Da qui la proposta per riconoscere a tali studentesse la possibilità di usufruire di un congedo giustificato fino a un massimo di due giorni al mese, senza conseguenze sulla validità dell’anno scolastico.
Destinatarie della proposta lanciata dalla Consulta le ragazze con dismenorrea severa o menorragia invalidante, che il medico ginecologo accerterà attraverso una certificazione da allegare alla domanda per richiedere il congedo. “Un sanguinamento uterino anomalo nelle adolescenti può essere normale vista la giovane età ma non deve mai essere sottovalutato perché potrebbe provocare una anemia da affrontare senza indugi” – chiarisce il dr Ciro Sommella.
“Stesso approccio nel caso di una dismenorrea importante: il dolore non va mai trascurato ma trattato farmacologicamente senza aspettare che passi da solo perché il rischio è che si cronicizzi. Inoltre un dolore invalidante deve essere sempre un campanello d’allarme da non ignorare perché vi si potrebbero nascondere patologie che bisogna indagare e trattare il prima possibile”.
“Il dolore va trattato appena insorge – prosegue Ciro Sommella – evitando il fai da te e rivolgendosi sempre ad un medico. L’appello che rivolgo alle ragazze che hanno cicli troppo abbondanti o molto dolorosi è quello di rivolgersi sempre ad uno specialista, soprattutto quando questi sintomi interferiscono con le normali attività della vita quotidiana”.
«Il dolore va trattato appena insorge – spiega Luciano Tagliaferri, direttore generale Ufficio scolastico regionale Toscana - è un approfondimento sul tema dei dolori mestruali invalidanti che affliggono molte studentesse costringendole a ripetute assenze da scuola e sulla proposta della Consulta provinciale degli studenti di introdurre nei regolamenti d’istituto un “congedo ad hoc”. Il congedo mensile riconoscerà l’impatto della dismenorrea e della menorragia nel rendimento scolastico, garantendo alle ragazze il diritto al benessere, alla salute e allo studio. La sua introduzione può rappresentare, in determinate situazioni, anche un incentivo all’accesso a visite e controlli ginecologici o ai consultori Asl. Ringrazio Asl Tse e in particolare il Direttore generale, il dr Buccino e il dr Sommella, gli psicologi e le ostetriche del Consultorio di Arezzo, la Provincia di Arezzo per il patrocinio e la preside Lisa Sacchini per l’ospitalità. Il mio ringraziamento più grande va agli studenti della Consulta provinciale: investire nella partecipazione studentesca significa investire nella qualità della scuola e nella crescita democratica del Paese».
«L'iniziativa della Consulta provinciale degli studenti sposa appieno le linee di indirizzo della Rete scuole che promuovono salute - spiega Aniello Buccino, responsabile Educazione alla Salute DipTes - toccando aree cruciali come lo star bene a scuola, l'affettività e sessualità consapevole, cultura del dono e cittadinanza consapevole. In questo percorso i giovani diventano un esempio virtuoso guidando la collettività verso una cultura del benessere più inclusiva. L'evento di oggi rappresenta un contributo rilevante che trasforma la promozione della salute da concetto teorico a pratica di cittadinanza attiva e consapevole».
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