VERSO LE ELEZIONI
Manuela Pisaniello, Beppe Angiolini e Pasquale Macrì
Piazza Grande accoglie il candidato a sindaco Beppe Angiolini.
Il guru della moda sceglie il posto più bello di Arezzo per parlare di bellezza e della sua idea di città.
Arriva accompagnato da Pasquale Macrì e da Manuela Pisaniello uscita dalle fila del Pd per abbracciare il progetto di mister Sugar.
In piazza Grande ci sono esponenti sia di destra che di sinistra.
A testimoniare quella che è e sarà la trasversalità della lista che per il momento ancora un nome non c’è l’ha, ma un’identità sì: civica.
Beppe Angiolini abbraccia Franco Marinoni, direttore generale di Confcommercio Toscana, Pierluigi Rossi primo rettore di Fraternita.
Ci sono anche alcuni assessore dell’attuale Giunta - Casi e Carlettini - e poi ancora Vasco Giannotti, Gino Faralli, Rossella Angiolini e Luca Fanfani e tante persone che stringono la mano e salutano il nuovo candidato a sindaco.
Cappellino in testa, scarpe da ginnastica e completo blu.
Nemmeno Beppe Angiolini si aspettava così tanta gente: “Vorrei fare in modo che Arezzo diventi una città internazionale - ribadisce come aveva scritto nella sua lettera di candidatura agli aretini - Arezzo Capitale della cultura europea? Ben venga”.
Snocciola i nomi di Achille Lauro “con il quale ero a cena pochi giorni fa e che mi ha detto che viene ad Arezzo” e poi quello di Mara Venier.
Appoggiato al tavolino, sotto le Logge del Vasari, Angiolini risponde alle domande una dietro l’altra, poi si rivolge verso Pasquale Macrì - deus ex machina dell’operazione - e dice: “Senza di lui non mi sarei mosso”.
A chi gli chiede il nome della lista, Angiolini risponde: “Qualcosa che avrà a che fare con l’amore: Amare Arezzo, chi ama Arezzo”.
Ma alle domande quelle più bollenti quando si parla di alleanze e ammiccamenti dalle coalizione, Pasquale Macrì risponde: “La nostra sarà una lista trasversale. La prima cosa che mi ha detto Beppe Angiolini quando ha accettato la mia proposta è stata: usciamo dagli schemi”.
Sottolinea: “Non riconosciamo priorità ai partiti, non siamo per escludere nessuno, ma siamo fortemente determinati a portare avanti un progetto che nasce civico e resterà civico indipendentemente da chi lo appoggerà”.
A chi gli chiede se ci saranno simboli dei partiti sulla lista, Macrì risponde: “Nessun simbolo se non quello che lui sta disegnando. Se qualcuno si avvicina alla nostra lista siamo contenti, perché non mandiamo via chi vuole appoggiare un progetto che ha una visione e non uno scopo politico, uno spirito di costruzione e non di arrivo”.
“Il nostro obiettivo è rendere questa città più sicura, più vivibile e più amata”.
Niente nomi su chi comporrà la squadra, ma caratteristiche precise su chi rivestirà ruoli: “Ogni assessore deve avere le competenze per fare quel lavoro. Dare cariche a chi sa fare”.
Ma quando saranno pronti la squadra e il programma? Mister Sugar risponde: “Domani (oggi ndr) parto per Milano alla Fashion Week, poi sarò a Sanremo e poi torno ad Arezzo. Dalla prossima settimana cominceremo”.
Contattato dai partiti? “Tutti mi hanno chiamato. Ma ribadisco, la nostra sarà una lista trasversale né di destra, né di sinistra. Una lista libera con persone di qualità e di competenza. Non chiederemo tessere”.
Ad annuire Manuela Pisaniello che ha appoggiato il progetto tanto da dare il dimissioni dal Pd: “Questa nuova avventura civica mi ha entusiasmato, perché si guarda solo l’interesse della città e degli aretini. Sosterremo la squadra che sceglieremo. Io aretina di adozione, mi sono innamorata di questa città, perché ha tante potenzialità”.
Ma, perché Beppe Angiolini ha scelto di scendere in campo: “Personalmente non mi sono mai occupato di politica, però in questo momento, nel quale esco da un periodo difficile, avevo bisogno di una rinascita e anche di una sfida. Ed ecola qua”.
E ancora Macrì quando gli viene chiesto delle coalizioni risponde: “Sia il candidato a sindaco che io i punti li abbiamo chiari e le idee lo stesso. Come abbiamo chiaro che il nostro progetto non corrisponde agli schemi consueti, ma questo da una parte ci preoccupa e dall’altra ci convince ad andare avanti”.
Poi Angiolini prende il microfono e saluta gli intervenuti. Strappa applausi - quattro - parla ancora di come vorrebbe Arezzo: “Voglio essere diverso”, dice e poi conclude ancora Pasquale Macrì: “Senza il sogno, senza l’aspettativa non si concretizza nulla. Il sogno sarà l’obiettivo che ci fisseremo. Vogliamo fare sì che la gente viva ad Arezzo non solo, perché è bella, ma perché è una città civile, grande e nobile. Nessuna tessera: competenza e lealtà”.
“Con noi solo chi ama Arezzo”, conclude mister Sugar che poi alza il calice con i presenti e Piazza Grande.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy