Arezzo
Marco Donati e Vincenzo Ceccarelli
Un patto in extremis tra Vincenzo Ceccarelli e Marco Donati, promosso da alcuni “pontieri” del Pd, in risposta alla possibile saldatura tra il centrodestra e la lista civica di Beppe Sugar Angiolini. Il tentativo sarebbe in atto nel massimo riserbo: costruire un ponte tra il candidato del Pd - perno politico del campo progressista, che valuterebbe una scelta strategica di ampio respiro - e il leader civico di Scelgo Arezzo. Possibile? Lavori in corso. La prospettiva, scartata seccamente con il no alle primarie, pare essersi riaperta alla luce della discesa in campo di Sugar, con possibile erosione di voti tanto nell'area dem quanto in quella civica di Donati.
Unire le forze sarebbe quindi la contromossa per allargare il perimetro della coalizione e non riconsegnare le chiavi della città di Arezzo a chi già le ha, il centrodestra, potenziato da un possibile partner assai attrattivo come Angiolini. Nel campo largo progressista c'è chi auspica questa soluzione, con Ceccarelli nel ruolo di garante politico e di regia amministrativa, che in un disegno più ampio potrebbe cedere a Donati la candidatura a sindaco. Una scelta tattica orientata a rafforzare il fronte progressista nel suo complesso.
Fantapolitica? Non sembra, stando alle indiscrezioni. Di certo la riflessione nel campo largo progressista è intensa (o si gioca in difesa o si prova a giocare d'attacco) e domani sarà una serata cruciale, forse decisiva. Al tavolo Pd, M5s, Avs, Arezzo 2020, Italia Viva, Casa riformista. Nei precedenti incontri sono stati sentiti i tre potenziali candidati della coalizione: Vincenzo Ceccarelli, indicato dal Pd, Stefano Tenti, gradito ai riformisti, Francesco Romizi proposto da Avs. Ognuno dei tre ha pro e contro e qui c'è da scegliere il miglior interprete per il momento: Ceccarelli amministratore di competenza, Tenti manager di successo, Romizi giovane e già esperto.
Però, di contro: Ceccarelli è percepito come la vecchia politica, Tenti non è gradito a chi la sanità privata non la ama, Romizi troppo a sinistra per quel corpo elettorale che al ballottaggio ad Arezzo fa la differenza. Il tempo stringe. La coalizione progressista deve calare la sua carta e il bivio è se pescare da questo tris o sparigliare come ha sparigliato Sugar. Quindi inventarsi una formula diversa, un guizzo dopo il percorso parecchio tortuoso nel quale si è visto un personaggio carismatico e unificante come Franco Vaccari finire triturato negli ingranaggi dei meccanismi del Pd.
A pungere i dem c'è stata adesso la mossa a sorpresa degli ex pd Pasquale Giuseppe Macrì e Manuela Pisaniello, moglie dell'avvocato Luca Fanfani, cognome che da queste parti ha un peso: schierati a fianco di Sugar Angiolini nella costruzione della lista civica ora di moda. ChiAma Arezzo sarà il nome? Vedremo. I motori sono accesi, fioccano endorsment da parte dei vip e da notabili, tra cui lo stimato commercialista Gino Faralli. Stando al potenziale di cui dispone, la “cosa” di Sugar può mettere in campo una campagna elettorale di livello con narrazione intrigante.
Intanto, mentre scriviamo non sappiamo dell'esito delle riunioni notturne di Fratelli d'Italia: il leader Francesco Macrì aprirà al cugino, finora di diversa collocazione politica, Giuseppe Pasquale, che è deus ex machina della lista Sugar? In FdI c'è chi, in caso, pretende un vice sindaco riconoscibile di area politica. E la riunione dei civici di Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini cosa avrà prodotto? Fine dei giochi per mancata sintonia e corsa autonoma? O discorso con il centrodestra che comunque prosegue? Una coalizione, quella del governo cittadino uscente, dove da Ora Ghinelli doveva nascere un' Ora “qualcun altro” (il successore, forse la vice Lucia Tanti capace factotum), invece l'orologio sembra essersi inceppato. E dall'Officina rilancio Arezzo si è passati all'atelier di Beppe Sugar.
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