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Arezzo

Il Gruppo Musici, come e perché è nato l'inno per la Madonna della Divina Provvidenza: autore, presidente e don Alvaro spiegano

Eseguito per la prima volta nella Cappella della Madonna del Conforto. Significato, ritmo, melodia e quelle note di Terra d'Arezzo

Sara Polvani

25 Febbraio 2026, 07:31

Gruppo Musici

Il Gruppo Musici con il vescovo Andrea Migliavacca

Un inno per la Madonna della Divina Provvidenza. Si tratta di una composizione nata nel 2021 dalla stretta collaborazione tra don Alvaro Bardelli, che ne ha scritto il testo, e la sensibilità musicale del suo autore, Matteo Trimigno, pensata per dar voce a un rito antico che ogni anno si rinnova nel cuore della città. Il primo ascolto ufficiale è avvenuto in un luogo simbolo della spiritualità aretina: la Cappella della Madonna del Conforto. Qui, all'organo, la melodia ha preso vita per la prima volta, per poi evolversi in versioni più solenni per chiarine e tamburi, coro e banda, su specifica richiesta di don Alvaro.

“L'invito di don Alvaro Bardelli ad inserire il brano ‘Madonna di Provvidenza' all'interno del nostro repertorio musicale non poteva essere disatteso - spiega il presidente dei Musici, Mauro Nappini - Lo abbiamo accettato con piacere anche perché ciò ci ha consentito di dedicare oltre che l'inno a San Donato, che il nostro Gruppo esegue e propone ormai da alcuni anni, anche quello alla Madonna permettendoci di omaggiare, allo stesso modo, le due figure religiose più significative e rappresentative della nostra città”.

Per rendere l'opera immediatamente riconoscibile ai fedeli, il compositore ha scelto un carattere marziale e una linea melodica essenziale, priva di virtuosismi, affinché possa essere cantata da tutto il popolo. “Ma è nell'incipit - sottolinea Matteo Trimigno - che si nasconde l'omaggio più toccante alla città: le prime note della strofa ricalcano infatti ‘Terra d'Arezzo', lo storico inno della Giostra del Saracino. Un ponte musicale che unisce il sacro e il profano, trasformando l'inno in un autentico simbolo di appartenenza per l'intera comunità”.

“I tempi per preparare il brano erano davvero stretti: circa tre settimane in tutto, con soltanto sei prove a disposizione per arrivare all'esecuzione del 15 febbraio - aggiunge il Maestro Marco Maestri, attuale istruttore musicale del Gruppo Musici - Nonostante questo, grazie all'impegno e alla determinazione di tutti i componenti del Gruppo, siamo riusciti a mettere insieme il brano e a dargli la forma che desideravamo”.

“Il testo del brano ‘Madonna di Provvidenza' fa riferimento all'antica devozione popolare a seguito di fatti storici miracolosi avvenuti in Arezzo - ricorda don Alvaro Bardelli - Era infatti l'anno 1268, nel piccolo convento nella parte alta della città, i frati Servi di Maria soffrivano per la fame e la miseria. Venne a consolarli il Priore generale San Filippo Benizi e, raccolti nella loro chiesa davanti alla statua della Vergine, supplicarono la Divina Provvidenza che, al suono della campanella, si fece presente alla porta del convento con due ceste di pane fresco e profumato”.

“Da quell'evento - prosegue don Alvaro - ebbe inizio il culto della Madonna detta dei Pani e, dopo la distruzione della parte alta della città e del convento in cui era avvenuto il miracolo, nel Quattrocento un'immagine fu ricollocata all'interno della chiesa di San Donato in Cremona in Fortezza. A fine Settecento, l'immagine fu tratta in salvo, messa al sicuro presso la chiesa di San Pier Piccolo dove si trova tutt'ora e detta della Divina Provvidenza. Dunque, la Madonna è sempre la stessa anche se nel tempo è stata detta dei Pani, di Fortezza e della Divina Provvidenza e che ritrova il suo antico legame di culto con il miracolo avvenuto in Arezzo. Peraltro, da alcuni anni, nella terza domenica di novembre l'Associazione Signa Arretii ricorda il rito della donazione dei pani durante la cerimonia di investitura dei nuovi associati nella chiesa di San Pier Piccolo”.

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