Arezzo
Sentenza in Corte d'Assise
È stato condannato a 18 anni di reclusione per ripetuti atti sessuali sulla figliastra minorenne, per maltrattamenti in famiglia e lesioni.
La Corte d'Assise di Arezzo ha stabilito la pesante pena, esemplare, per un 35enne che da quanto è emerso nel processo, fuori si mostrava come un impeccabile vigilante, ma in casa si trasformava in orco.
Atti sessuali nella forma di molestie e toccamenti sulla bambina, figlia della compagna, fin da quando aveva 8 anni, poi il tiro alzato in modo che mette i brividi solo a parlarne: rapporti completi, quando non era ancora 14enne, spinta a diventare oggetto di soddisfazioni sessuali inqualificabili, con minacce, percosse, costrizione fisica e perfino con l'utilizzo di alcol e sostanza stupefacente.
Soggiogata la figliastra come una preda, la portava in una casa in modo subdolo e ne approfittava, all'insaputa di tutti.
La vicenda ambientata nei dintorni di Arezzo è venuta a galla nel giugno del 2024 quando dopo aver tenuto a lungo per sé il terribile segreto, la minorenne ha raccontato tutto. Avvenne in ospedale, dove lei, un fratello e la madre erano finite in seguito ad un episodio violento, un'aggressione alla donna, tra le pareti domestiche. Botte, bastonate e manganello.
La ragazzina in quella occasione, con gli inquirenti tirò fuori la verità. Anni di violenze trattenute nel silenzio, una escalation.
Il 35enne, origini magrebine, dipendente di un noto istituto di sicurezza e vigilanza di Arezzo (non abilitato nel servizio all'uso delle armi) è così finito sotto indagine.
Scavando nella vicenda familiare è emerso un quadro a tinte fosche con vittime la compagna, quarantenne aretina, dalla quale ha avuto uno dei tre figli, e i minori.
La vittima degli abusi sessuali è stata sentita con incidente probatorio e il suo racconto è stato cristallizzato come prova. Ritenuto attendibile.
In Corte d'Assise si è svolta l'istruttoria, con pm Julia Maggiore. A difendere l'imputato gli avvocati Alessandro Massai e Francesca Rossi. La compagna, la minore abusata e gli altri figli sono parte civile con l'avvocato Paolo Alpini. I minori hanno come curatore speciale l'avvocato David Scarabicchi.
Nelle conclusioni il pubblico ministero ha chiesto 14 anni di reclusione, ma per la Corte d'Assise - con presidente il giudice Annamaria Loprete, a latere Elena Pisto e i sei giudici popolari - le condotte del vigilante meritano una punizione più severa: 18 anni.
Alla lettura della sentenza, alla Vela, non c'era nessuno della famiglia segnata da questa raccapricciante storia. Il condannato - la sentenza è di primo grado, quindi appellabile - è libero e non sottoposto ad alcuna misura cautelare.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy