LA STORIA
Una delle gallerie del vecchio trenino
Un patrimonio da salvare. Nella giornata dedicata alle Ferrovie Dimenticate, 19esima edizione, i soci del Dopo Lavoro Ferroviario organizzano una camminata commemorativa sulle tracce della vecchia ferrovia Fac Arezzo-Fossato di Vico. È proprio grazie a questa iniziativa capitanata da Paolo Chiasserini che si riaccendono, almeno una volta l’anno, i riflettori sulla vecchia ferrovia che venne fatta saltare durante la Seconda Guerra Mondiale. C’è infatti un patrimonio da salvare che è quello delle gallerie – 20 in totale fino al Palazzo del Pero che però giorno dopo giorno, senza nessun intervento rischia di essere totalmente perso.
Dice Paolo Chiasserini: “Le gallerie 10-12-14 e 19 sono crollate. Praticamente non esistono più. Mentre altre quattro o cinque sono impraticabili o molto pericolose ad attraversarle. È soprattutto il tratto che va da Arezzo fino a Palazzo del Pero ad essere più malandato”.

Negli anni infatti, non c’è mai stata alcuna manutenzione o, per meglio dire, quella fatta è stata poca. E il progetto di costruire una pista ciclabile proprio dove prima passava il vecchio trenino che fine ha fatto? I comuni che si sono interessati e che hanno partecipato al progetto finanziato quasi completamente dalla Regione Toscana sono quelli della Valtiberina, vale a dire Monterchi, Anghiari e Sansepolcro.
Sono cominciati i lavori per fare nascere la pista ciclabile anche in ricordo del vecchio trenino sul quale leggende e racconti si sprecano. Da quello che invece si nota, il Comune di Arezzo pare che non si sia mai interessato alla manutenzione della vecchia ferrovia sul tratto che ricade in territorio aretino.
“Un vero peccato”, sottolinea ancora Chiasserini che poco tempo fa, ha partecipato ad una sorta di sopralluogo proprio lungo il vecchio percorso per capire lo stato della ferrovia e: “Purtroppo se nessuno interviene si rischia davvero di disperdere un grande patrimonio”. Anche perché le gallerie della ferrovia Arezzo-Fossato di Vico sono davvero un tesoro e passarci in mezzo è qualcosa di affascinante. Ce ne sono di tutti i tipi. Alcune fanno la curva, altre invece sono dritte. E quando si percorrono sembra quasi di sentire il treno che arriva e, viene la voglia di camminare da una parte, anziché nel mezzo.
La storia della ferrovia Arezzo-Fossato di Vico nasce nel 1886. Si chiamava F.A.C. (Ferrovia Appennino Centrale), una “curiosa” ferrovia a scartamento ridotto lunga 133 chilometri che partiva dalla stazione Centrale di Arezzo, si inerpicava con curve a gomito su per il Torrino e proseguiva fino a Fossato di Vico in Umbria, passando da località come Anghiari, Sansepolcro, Città di Castello e Gubbio. Lungo il suo tragitto il trenino attraversava 19 viadotti e 23 gallerie, 20 delle quali concentrate nei dintorni del Torrino, e faceva 31 fermate. La storia di questa ferrovia, come detto, si interruppe bruscamente nel 1944 quando i tedeschi, in ritirata, pensarono bene di fare saltare la ferrovia e di abbattere gran parte dei viadotti, caselli e stazioni, in quanto “erroneamente” convinti che quella strada ferrata funzionasse da supporto logistico per le forze alleate.

Il tracciato della vecchia ferrovia è sempre stato meta di escursionisti, ciclisti, ma anche c’è stato chi ha investito sulle casine del treno e le ha fatte diventare delle abitazioni civili. Almeno un paio di queste gallerie trovandosi in una proprietà privata, sono state ristrutturate e salvate.
La camminata di domani partirà da Fighille e attraverserà, sempre passando sul vecchio sedime, il casello del Sasso e poi verso il santuario Mariano di Petriolo. E ancora la chiesa di San Michele percorrendo un’artistica Via Crucis. E poi ancora il piccolo museo di Fighille e il museo di Casa Tani. Tutto questo per riaccendere i riflettori, almeno per un giorno, sulla vecchia ferrovia.
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