Arezzo
Vincenzo Ceccarelli
Nel flipper della politica di casa nostra si accende la luce sul nome di Vincenzo Ceccarelli. Il campo largo alla fine dell’estenuante partita (ma è finita davvero?) ha fatto cadere la pallina sulla buca dell’ex consigliere regionale e capogruppo del Pd fino ad ottobre scorso, ex assessore ed ex molte altre cose. Evitato il tilt della coalizione - nessuno strappo pur fra insoddisfazioni diffuse - ma se sarà special questo è tutto da verificare. La scelta è avvenuta nella riunione del tardo pomeriggio, prima dell’ora di cena, dopo una giornata vissuta sull’onda di contatti a oltranza tra campo largo e Marco Donati. Ci sarebbe stato anche un incontro con presenti lo stesso Ceccarelli, il dottor Stefano Tenti e Francesco Romizi, insieme al leader della coalizione civica Donati.
La discesa in campo di una settimana fa di Beppe Sugar Angiolini ha scompaginato il quadro, inducendo tutti ad una ponderata riflessione. E dopo che Fratelli d’Italia ha indicato in Sugar l’uomo nuovo per un modo innovativo di amministrare la città, trasversale e con stacco netto rispetto all’era Ghinelli, le ripercussioni sono enormi. Di qua e di là dal campo. Frammentazione, orgoglio personale, visioni di città. Unire le forze tra centrosinistra a traino Pd e Marco Donati sembrava la cosa più logica del mondo (hanno fatto opposizione insieme) ma la logica molto spesso non fa rima con politica. Percorsi diversi. A meno di colpi di scena che, come visto, ci possono stare.
Il centrodestra allargatissimo targato M&M - Macrì e Macrì - ovvero Francesco (FdI) e Pasquale Giuseppe (ex Pd ora con Sugar) se ricuce certi equilibri può perfino tentare il colpo al primo turno. In ogni caso è un bel carrarmato. E allora che senso avrebbe per progressisti e Donati andare alle urne come i capponi di Renzi che si beccano tra loro sapendo di finire in pentola? È per questo che la situazione ancora è in movimento. A propiziare un accordo in extremis sarebbe stato Romizi, stando alle indiscrezioni, sulla base di una impostazione valoriale comune tra le forze antagoniste a quelle di governo nel Paese e a Palazzo Cavallo.
Trovare un punto di sintesi e come (passo indietro di uno dei due o misurarsi con le primarie) sono temi ancora nell’agenda del campo largo. Che tuttavia da ieri sera ha concluso il travagliato parto fatto di riunioni di direttivi, assemblee, tavoli, controtavoli, strategie varie. Se il laboratorio innovativo del centrodestra+Sugar dovesse davvero fiorire dopo il cin cin in piazza Grande e Achille Lauro evocato per la campagna elettorale, il percorso del centrosinistra pare più andare in sintonia con i ritmi di Nilla Pizzi. Ma forse sono solo apparenze in attesa che le carte siano davvero calate sul tavolo. Nei prossimi giorni incontro tra Pd, M5s, Avs, Arezzo 2020, Italia Viva e Casa riformista con Ceccarelli, solida figura amministrativa. Se di tendenza, si vedrà.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy