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Arezzo

Nome e simbolo, lista Sugar al lavoro. Ora tocca al centrodestra trovare la quadra sulla candidatura di mister Moda

Luca Serafini

01 Marzo 2026, 08:27

Sugar

Beppe Angiolini Sugar con Manuela Pisaniello e Pasquale Giuseppe Macrì

Il centrosinistra la mossa l'ha fatta, Ceccarelli candidato sindaco, ora tocca al centrodestra ufficializzare la sua scelta.

Nella coalizione che governa Arezzo per la verità Fratelli d'Italia nella riunione di direzione ha già acceso il semaforo verde per Beppe Angiolini Sugar, sposando il progetto civico trasversale, innovativo, di rottura degli schemi.

Ok anche da Noi Moderati, apprezzamenti sulla persona dagli altri partiti, ma un momento di condivisione finale, di sintesi, un clic la accendiamo, con Forza Italia, civici, Lega, ancora non c'è stato. Qualche malumore serpeggia, ma potrebbe ricomporsi a stretto giro.

Lucia Tanti, vice sindaco uscente, dichiara: “Il mio compito è garantire l'unità del centrodestra e dare ad Arezzo un progetto forte. Tenere insieme tutti e dare spazio alle energie migliori. Il resto mi inizia ad annoiare”.

L'astronave Sugar planata sull'alleanza di centrodestra all'improvviso, i primi schemi li ha rotti proprio lì, dove molti sono rimasti spiazzati, soprattutto nell'amministrazione uscente dove Ora Ghinelli aveva un peso mica da poco.

E ora che succede? Da un lato la nascente lista Comanducci - Gamurrini, che gode di popolarità e like, dall'altro il progetto Sugar che calamita su di sé realtà associative dell'economia, segmenti forti della società, della cultura e delle professioni.

Poi come se non bastasse c'è anche la lista dell'avvocato Graverini, certo di appoggio al candidato del centrodestra, comunque un soggetto in più.

In settimana il laboratorio di Sugar dovrebbe codificare nome (forse ChiAma Arezzo) e simbolo.

Poi qualcosa di meno teorico e più pragmatico sui programmi per il futuro della città si dovrà pur conoscere e dovrà essere condiviso, appunto, in coalizione.

A 84 giorni dalle urne (54 dalla presentazione delle liste) il quadro prende forma ma è ancora frastagliato e confuso.

Il tetris pre elettorale continua.

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