Arezzo
Vincenzo Ceccarelli
Oggi spegne 66 candeline e accende la sua campagna elettorale. Vincenzo Ceccarelli non ci sta a passare per il candidato sindaco “vintage” che ha attraversato ere politiche e amministrative: lui assicura di avere l'entusiasmo del lontano 1985, quando iniziò da sindaco del suo paese natale, Castel San Niccolò, con tanta esperienza e competenza in più. E con Arezzo che è diventata la sua città.
- Essere navigato, provenire dalla politica, può essere un handicap ?
Quando uno cerca un professionista, un avvocato, un idraulico, un chirurgo, cerca le persone che abbiano esperienza e che abbiano dimostrato di fare bene il loro lavoro. Ecco, io mi sento di poter dire di avere fatto cose che sono sotto gli occhi di tutti. Ho entusiasmo, conoscenza, relazione, competenza, visione strategica. Credo di essere in grado di sapere fin da subito, se eletto, come tradurre idee e proposte in atti, delibere e provvedimenti. Potrei essere un sindaco che dà tranquillità alle persone, con la sua squadra e con tutte le articolazioni della macchina comunale, le donne e gli uomini che ci lavorano.
- Quale definizione darebbe di sé?
Un uomo delle istituzioni. Già la prima esperienza da sindaco in un piccolo Comune, fu altamente formativa, che non ha eguali per chi vuol fare politica. Poi ho svolto altri incarichi più complessi e rilevanti, presidente della Provincia, consigliere regionale del Pd e assessore regionale. Sì, mi dicono e mi ritengo un uomo delle istituzioni, della politica, che non è qualcosa di negativo, ma un servizio ai cittadini. E credo di aver lavorato con forte legame al territorio e concretezza. Una persona del fare. Aggiungo che il ruolo del sindaco si presta bene sia all'inizio di una carriera che più avanti, dopo un lungo percorso, per mettere a frutto le relazioni, la visione, la competenza.
- Chi avrà come vice e come stretti collaboratori, dovesse vincere?
Ancora siamo in una fase dove è prematuro parlare di questo. Ho accettato questa candidatura e ne sono onorato, da parte della alleanza progressista, una coalizione larga, aperta, forte, plurale. Erano mesi se non anni che in giro per la città mi chiedevano di andare in questa direzione. Con i programmi siamo a buon punto, ora c'è da lavorare sulle liste. Ascolto, impegno, costruzione. C'è un aspetto che di sicuro valorizzerò.
- Quale?
I giovani. Massima attenzione. Di solito si dice che sono il domani, ebbene con me saranno protagonisti già oggi.
- La sinistra... più a sinistra sarà con voi?
Non lo so. Di certo il programma recepisce temi a loro cari come la partecipazione, la transizione ecologica, la ripubblicizzazione delle acque.
- La narrazione corrente è che con il Pd e il centrosinistra Arezzo si spegne e diventa cupa.
In realtà in passato ho visto Arezzo animata da grandi eventi culturali di altissimo livello, penso a Piero della Francesca o a Della Robbia, con la città proiettata nel mondo. Piuttosto vedo negli ultimi anni una città ripiegata su se stessa. Triste.
- La Città del Natale non è questo.
Una iniziativa che è nata dai commercianti e che funziona, e quindi come tutte le cose che funzionano ogni amministratore ne prende atto e mantiene, aggiungendo o modificando. Più in generale la visione di Arezzo che abbiamo è più ampia e differente da quella di questi 11 anni.
- Sintetizzi.
Una amministrazione progressista, aperta, capace di ascoltare la gente e tradurre con efficienza la soluzione ai problemi. Vicina alle imprese, al tessuto economico industriale, artigiano, commerciale, ma anche alle fasce deboli della popolazione, dove è larga la fascia di chi soffre. E poi la scuola, la formazione, l'Università. E abbiamo progetti importanti per far crescere Arezzo, li spiegheremo.
- Le fondazioni le toglierete in caso di vittoria?
Non è detto. Oggetto di verifica sì, possono essere da razionalizzare, vedremo.
- Con Marco Donati non siete riusciti a legare.
Non è un problema personale. I percorsi politici non si sono incrociati, io avevo aperto alle primarie, c'è stato un ripensamento. Comunque la nostra è una proposta aperta alla loro esperienza, il dialogo può continuare con tutti, in primo luogo con i cittadini.
- Centrodestra. Non si sa chi sarà il candidato sindaco.
Ognuno guarda in casa sua. Con rispetto. Comunque una amministrazione che dopo dieci anni va alla ricerca di soluzioni che prescindono dagli attori principali di questo lungo periodo, è rivelatore di che giudizio danno di se stessi.
- Che campagna elettorale sarà?
Per quanto mi riguarda parlerò delle nostre proposte e ascolterò. Un confronto con gli altri improntato a rispetto e lealtà.
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