Monte San Savino
Giuseppe Di Gennaro
Addio al magistrato Giuseppe Di Gennaro, ex capo della Superprocura antimafia, nominato reggente nel 1992 dopo le stragi. Nato a Napoli il 16 marzo 1924, viveva a Monte San Savino (Arezzo) dove proprio negli anni Novanta aveva preso una casa immersa nella campagna della Toscana, in località San Poerino. Nel 1995 era stato candidato sindaco del comune della Valdichiana nella tornata elettorale che vide vincere il giovane Marco Meacci.
Ex consigliere comunale di Monte San Savino, al funerale di domani mercoledì 4 marzo gli sarà reso onore con il gonfalone del municipio savinese. La cerimonia funebre è in programma alle 15 nella chiesa di Sant'Agostino. Una lunga attività nella magistratura, con importanti incarichi e durante la quale negli anni di piombo venne sequestrato dai Nap (Nuclei armati proletari): il rapimento avvenne a Roma. È stato anche minacciato varie volte dalle Brigate Rosse.
La vicenda del rapimento si concluse l'11 maggio con la liberazione dopo che ai nappisti furono fatte delle concessioni dallo Stato. Per anni Di Gennaro ha retto gli istituti di pena, in magistratura dal 1950, ha guidato a lungo per l'ONU la lotta al traffico di droga, quindi l'ingresso in Cassazione e nel 1992 gli venne affidato l'alto e gravoso compito di coordinare le inchieste dopo Cosa Nostra, al vertice della giovane Direzione nazionale antimafia. Periodo difficilissimo, quello, successivo agli attentati ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
A Monte San Savino con la famiglia ha vissuto gli anni del riposo. Oggi il decesso. Cordoglio viene espresso dal sindaco Gianni Bennati e la comunità si stringe intorno ai familiari di Di Gennaro.
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