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Comanducci e il centrodestra: verso un patto per la candidatura a sindaco. Nuovo scenario, forse definitivo

Per superare il confronto Tanti - Merelli e recuperare l'unità della coalizione dopo il caso Sugar la svolta sembra vicina

Luca Serafini

04 Marzo 2026, 23:51

Marcello Comanducci

Marcello Comanducci

Nel giorno della rinuncia di Sugar, alla fine di un mercoledì sulle montagne russe, la vera svolta anziché a Roma, tra palazzo Madama e Montecitorio, sembra essere quella arrivata da piazza Guido Monaco, zona hotel Continentale. Nel centrodestra si riaccende infatti il dialogo con Marcello Comanducci, il civico imprenditore della ricettività e dell’intelligenza artificiale, che a questo punto ha in mano la chance di mettere tutti d’accordo. Segnali ci sono, la strada per un accordo finora sfuggito sembra aperta. Si tratta di rivedere le reciproche posizioni e trovare gli equilibri giusti, in nome dell’unità della coalizione.

Sì perché dalle riunioni ad alto livello nella Capitale è emerso un dualismo forte tra i nomi messi sul tavolo da Forza Italia, Lucia Tanti, e da Fratelli d’Italia, Alberto Merelli. Da un lato il partito di Antonio Tajani, con Maurizio Gasparri responsabile degli enti locali a dirigere la riunione al Senato, ha concluso per puntare in modo deciso sul vice sindaco della giunta Ghinelli come candidato: Lucia Tanti forte di credibilità, esperienza e sondaggi favorevoli. Di contro il partito di Giorgia Meloni, preso atto dell’evaporazione del progetto Sugar, ha introdotto nella discussione tra i livelli regionali dei partiti, alla Camera, il nome di Alberto Merelli, commercialista, figura storica del centrodestra aretino, area FdI, assessore al bilancio. Il risultato è stato un mostrare i muscoli e veti incrociati.

Forza Italia ha detto no a Merelli per lo stesso principio per cui FdI ha sempre detto no a Lucia Tanti in quanto espressione della giunta uscente. Una specie di muro contro muro, superabile solo con un esercizio di forza abbinato a contrappesi e concessioni all’altro, oppure con un’idea diversa in extremis. Quella appunto che vede risalire le quotazioni di Comanducci che del primo Ghinelli fu assessore di visione e innovazione. Finora il patto non è avvenuto per richieste ritenute eccessive da parte di Comanducci e di Gianfrancesco Gamurrini, ma ora è come se cominciasse una partita nuova.

In breve si può arrivare ad una sintesi che plachi il marasma dell’elettorato di riferimento del centrodestra, disorientato nei giorni scorsi dall’operazione con perno Giuseppe Angiolini Sugar. Un disegno che la direzione di FdI aveva indicato agli alleati come rotta, ma seguita solo da Noi Moderati e non da Forza Italia, Lega e civici di Ora (stasera in assemblea). Nulla da eccepire sull’imprenditore della moda, ora costretto alla retromarcia, quanto sui suoi collaboratori provenienti da esperienze di centrosinistra (Pasquale Giuseppe Macrì che fu assessore di Fanfani, Manuela Pisaniello nel Pd fino a pochi giorni): anziché scoccare scintille di entusiasmo il progetto che doveva rompere gli schemi ha irrigidito e fatto alzare barricate. Una rivoluzione rigettata da quel centrodestra spaventato dal possibile tsunami nei gangli amministrativi e di potere.

Da parte sua c’è poi l’avvocato Piero Melani Graverini che si dice “preoccupato” per questa fase concitata e ieri ha ribadito il suo ruolo di federatore, assicurando “completa personale disponibilità” a trovare una “convergenza per il bene della città”. Non significa disponibilità a candidarsi a sindaco (già declinata) ma: “con la lista che sto formando intendiamo operare in ottica federativa delle componenti civiche in presenza di unità dei partiti del centro e del centrodestra”.

La settimana potrebbe chiudersi con l’ufficializzazione del candidato delle forze del governo nazionale e cittadino, per mantenere la guida della città che dura da 11 anni in vista del voto del 24 e 25 maggio con possibile ballottaggio il 7 e 8 giugno. Da parte sua Lucia Tanti, ritenuta la più performante, lavora a sua volta di ago e filo con l’intento di mantenere unita la coalizione, quindi pronta a far spazio ad una soluzione di convergenza. Certo, che come risorsa importante del centrodestra ambisce ad un ruolo comunque di spicco, magari come presidente del Consiglio comunale, in caso di vittoria. Se salta l’intesa con Comanducci resta sul tavolo e se la gioca con Merelli.

Ad attendere il candidato del centrodestra, sono già in campo Vincenzo Ceccarelli per i progressisti e Marco Donati. Non sono esauriti i tentativi di stringere un’intesa basata sulla logica e sulla matematica per marciare uniti con maggior forza per la conquista del municipio. Ceccarelli dovrebbe farsi di lato, ma per ora resta dove è. Completa il quadro Michele Menchetti per gli indipendenti senza partiti.

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