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Arezzo

Comanducci candidato del centrodestra? Confronto in corso. Il civico: "Ci sono margini per un'intesa"

Si cerca la soluzione condivisa che non indebolisca la coalizione, lo scenario

Luca Serafini

06 Marzo 2026, 00:38

Marcello Comanducci

Marcello Comanducci

Ci sono margini per un’intesa. Ma dobbiamo confrontarci. Anche sui programmi. Noi intanto andiamo avanti con il percorso civico intrapreso”.

Marcello Comanducci ha in mano le chiavi del centrodestra che, senza un candidato unificante espresso o individuato dai partiti, può compattarsi intorno a lui. Con un'autostrada, o quasi, davanti considerato che Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra) e Marco Donati (Scelgo Arezzo e liste collegate) continuano a viaggiare su binari distinti.

Prove di convergenza in corso, dunque, nel centrodestra. Un confronto che ieri non è entrato nel vivo, siamo per così dire ai preliminari, ma è questione di giorni per capire se va o no. Obiettivo è avvicinare le posizioni di partenza distanti tra il polo civico targato Marcello Comanducci-Gianfrancesco Gamurrini e i partiti del centrodestra. Distanti su cosa? Su ruoli e rappresentanti da inserire in giunta. Ma se c’è reciproca volontà, la quadratura si può raggiungere, trovando equilibri e contrappesi. E facendo qualche passo indietro: meno rigidità in nome di un obiettivo condiviso.

Vice sindaco, assessori e società partecipate sono i classici temi da dirimere, oltre appunto ad una visione di città che sia comune. Se c’è la volontà di trovare questo amalgama lo sapremo a stretto giro.

Il centrodestra non ha grandi alternative di convergenza su un profilo esterno ed espansivo come Comanducci. Anche se a dire la verità risulta essere in atto un certo movimento intorno all’avvocato Piero Melani Graverini, sostenuto da parte di ambienti dell’amministrazione Ghinelli. Lui, però, si qualifica come federatore, disposto anche ad un ruolo amministrativo, ma non a quello apicale. Farlo diventare candidato sindaco - invito già declinato - significa tirarlo per la giacca, anzi per la toga. Tentativi in corso.

Oppure il centrodestra può ripiegarsi nel derby interno, un esercizio di forza, che ha visto nelle ultime ore salire le quotazioni dell’assessore Alberto Merelli proposto da Fratelli d’Italia che rivendica la scelta in base ad accordi nazionali e regionali. Ma su Merelli c’è il veto di Forza Italia e dei civici di Ora, dove Lucia Tanti ha scontato la marchiatura di essere troppo in continuità con la giunta Ghinelli, e invece Merelli, che ne è assessore, avrebbe disco verde. Lucia Tanti, premiata per il suo impegno dai sondaggi, lavora come paziente tessitrice h24 per salvaguardare l’unità della coalizione.

Una frizione tra alleati si vuol evitare, perché potrebbe indebolire l’asse del centrodestra. Tener fuori tutto quel mondo che gravita intorno a Comanducci e Gamurrini, poi, è un alto rischio.

L’operazione Comanducci, tra l’altro, potrebbe allargare la base del consenso anche in direzione di Futuro Nazionale. Non c’è nulla di aperto, ma la prima uscita del nuovo partito, domenica scorsa, vide Cristiano Romani esprimere apprezzamento verso i civici di Comanducci-Gamurrini, bollando invece come “brutta operazione” quella intorno al principe della moda Giuseppe Angiolini Sugar. Progetto durato il “bercio di un gatto” nonostante il valore elevato dell’imprenditore che era sceso in campo con generoso slancio. Ma ormai è un capitolo passato.

L’attualità dice di delicate trattative in svolgimento. Un tiro alla fune in mezzo alla cristalleria messa da parte in undici anni di governo della città.

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