Arezzo
Alternativa democratica
Non chiamatela lista elettorale, ma “la sfida collettiva di chi ha smesso di aspettarsi soluzioni dall'alto o risposte dalle solite lobby di turno”. Così si presenta, in Piazza Zucchi, la lista Alternativa Comune, che rappresenta la sinistra radicale riunita sotto un unico obiettivo: ridefinire e ricostruire una città.
Alla presentazione, Marco Tulli, già consigliere comunale, Cristiano Rossi, insegnante, Luigi Scatizzi, presidente delle Acli ed esponenti di partiti di sinistra, ma nessun simbolo di partito, né adesso, né nella scheda elettorale. Così come non c'è, ma ci sarà per ragioni elettorali, un candidato sindaco. Anzi “una candidata”.
“Ci sono esponenti del Partito Comunista di Unità Popolare, c'è Rifondazione Comunista, ci sono simpatizzanti di Potere al popolo e altri partiti - afferma Cristiano Rossi - si prospetta, forse per la prima volta ad Arezzo, una unica lista di sinistra senza altre liste della galassia della sinistra e questa probabilmente può essere anche un'ulteriore novità e un'opportunità che possiamo avere per raggiungere anche il risultato inaspettato che crediamo di poter raggiungere”.
Portare a casa uno o più consiglieri sarebbe un risultato a cui la lista ambisce.
Nessun apparentamento, neanche con l'alleanza progressista che sostiene Vincenzo Ceccarelli. Troppo distanti le posizioni, ci dicono, su “obiettivi non negoziabili come la ripubblicizzazione dell'acqua entro il 2029” - si legge nel comunicato - la difesa intransigente della sanità pubblica e la tutela del lavoro inteso come dignità e diritto. Al centro il valore del “prendersi cura”, scegliendo di stare dalla parte degli ultimi, dei più fragili e delle famiglie in difficoltà.
“Non è una lista civica, è un grido di denuncia rispetto a una città e a un mondo che sta perdendo la sua umanità, che erode diritti e dignità a ogni persona - ha detto Marco Tulli - è un grido di denuncia rispetto a questo meccanismo personalistico, a questo tifo da stadio, a persone che si susseguono senza mai parlare di contenuti. Però è anche un'opportunità per tentare di cambiare radicalmente un'organizzazione sociale che è devastante”.
Democrazia diretta. Una proposta antifascista e antirazzista. “Uno dei nostri punti di forza è il prendersi cura degli altri, specialmente di chi è più fragile - conclude Cristiano Rossi - da una Casa delle culture che è stata distrutta dal centro-destra a una città delle culture”.
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