8 MARZO
Elisa Serafini, direttrice di Pronto Donna
Il corteo partirà da piazza San Jacopo alle 15 di domenica 8 marzo e attraverserà tutto il centro storico. “Senza consenso è sempre stupro”, si legge sulla locandina.
Il corteo è stato voluto e organizzato dalle operatrici del Centro Antiviolenza Pronto Donna, supportate da tante realtà del territorio.
“Senza consenso è sempre stupro”, non è solo il titolo e nemmeno solo uno slogan, ma qualcosa di concreto che tocca da vicino tutte le donne. Dice Elisa Serafini direttrice di Pronto Donna: “Scendiamo in piazza contro il Ddl Bongiorno e contro ogni tentativo di fare passi indietro sui nostri diritti e sulla nostra autodeterminazione”.
Nell’anniversario degli 80 anni della Repubblica e del diritto al voto alle donne, la legge contro la violenza sessuale approvata alla Camera e che si è arenata al Senato “rischia di riportarci indietro tanto”, dice Elisa Serafini. Il nuovo Ddl presentato dalla senatrice della Lega, Giulia Bongiorno sostituisce il “consenso” con la “volontà contraria all’atto sessuale”, introducendo il concetto di “dissenso” e “riportando l’Italia indietro di cinquant’anni”, continua Elisa. “La legge, se sarà così approvata verrà ribaltata. E tutti sappiamo quanto poi sia difficile dimostrare un ‘dissenso’, piuttosto che a priori dare un assenso. È un rispetto dei corpi altrui. È un chiedere senza mai dare nulla per scontato”.
- Nella giornata dell’8 marzo si parla sempre di mamme, mogli, donne in carriera e donne multitasking. Anche oggi facciamo i conti con questa realtà?
“Penso - risponde Elisa Serafini - che il punto oggi come oggi non sia la nostra uguaglianza nei confronti degli uomini. Ma lottare per affermare le differenze. Se abbiamo fatto passi in avanti? Certamente sì, anche se termini di paragone con il passato sono difficili. Prima una donna non ricopriva posti importanti, prima una donna non scendeva in politica. Per questo dico che oggi dobbiamo lottare per le nostre differenze”.
- Una donna in politica. Ce ne sono tante. Ma ad Arezzo sembra che la parola sindaco non faccia rima con donna.
“Prendiamo atto di questo, vediamo che ci sono tanti candidati a sindaco, ma nessuna candidata a sindaca (anche se Alternativa Comune ha dichiarato che presenterà una donna ndr). È un peccato. Auguriamoci che alla fine qualcuna riesca a mettersi in corsa”.
- Donne lesbiche, perché c’è meno discriminazione, se è così, rispetto ad un uomo gay. E i diritti verso le donne Lgbtq?
“Qua entriamo in un campo difficile. Nel senso che spesso vediamo sui social e in altri contesti molti insulti rivolti ai gay, insulti che nascono da una cultura patriarcale che vittimizza chi non risponde al canone del macho, ma anche questo rientra nella battaglia culturale che portiamo avanti come associazione. Noi non facciamo differenze, lottiamo per una società più equa per tutte e tutti. Siamo inclusive in tutto e per tutte”.
- Giornata internazionale per i diritti della donna. Oggi, 8 marzo. Ma c’è sempre bisogno di una giornata per accendere i riflettori?
“C’è sempre bisogno di ricordare, c’è sempre bisogno di accendere i riflettori per non dimenticare quale sia il valore vero di noi donne”.
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