Storie di donne
Manuela Violi e i tre immigrati
Manuela è una donna di sessant'anni e fa l'insegnante. È madre di quattro figli. D'accordo con il marito Paolo, ha deciso di “adottare” tre nigeriani adulti. Immigrati. Persone definite spesso “risorse”, con accezione talvolta ironica nell'opinione pubblica.
Vivono dentro a casa sua, messa a disposizione con uno slancio non comune. Apertura, umanità.
«Lo faccio così, con il cuore. Forse perché sono stata adottata da bimba, forse perché sono cresciuta con i valori cristiani di aiuto al prossimo. In ogni caso è un'iniziativa che mi è venuta naturale, condivisa con mio marito e con tutta la famiglia».
Già da alcuni anni Manuela ospita nella sua abitazione di Castiglion Fiorentino (Arezzo) due fratelli africani, Fidel e Mike, sbarcati in Italia con il gommone come tanti africani. Nei giorni scorsi è arrivata Scholastica, la moglie di Mike, dopo diciotto mesi di iter burocratico. «Per ottenere il ricongiungimento, un meccanismo lento e tortuoso, non è stato proprio come organizzare una vacanza estiva. Ad un certo punto non sapevamo più a che santo votarci. Ho chiesto aiuto al nostro sindaco Mario Agnelli che per consentire il ricongiungimento della coppia si è adoperato presso la Prefettura e gli enti competenti» dice la maestra. «Tutto si è sbloccato, il visto è arrivato, ed io, Mike e Scholastica lo ringraziamo tanto per aver sbrogliato la matassa».

L'arrivo in Italia di Scholastica nei giorni scorsi
Il fatto che Agnelli sia commissario provinciale della Lega, rende ancora più particolare questa storia di inclusione, dove la parola tanto banalizzata, qui trova sostanza.
Sì, questa è una storia rara e contro tendenza, ambientata nel centro della Valdichiana dove una famiglia è diventata big family per iniziativa assolutamente volontaria e che spicca in un contesto nel quale si sente parlare di remigrazione.
«Fidelis, che io chiamo Fidel, è arrivato a casa nostra nel 2022, l'ho conosciuto seguendo un corso on line per il perfezionamento dell'inglese» racconta Manuela Violi. «Era in Italia dal 2017 e stava al nord, aveva problemi perché nella realtà dei fatti l'inserimento di queste persone attraverso i centri di accoglienza non è facile, sono abbandonati a se stessi, non riescono a realizzarsi, vengono anche sfruttati e possono prendere strade negative».
Ora Fidel lavora in una primaria azienda metalmeccanica del territorio, insieme al fratello che lo ha raggiunto a Castiglion Fiorentino nel 2023. Sono perfettamente in regola e contribuiscono all'economia domestica.
Nei giorni scorsi dunque è arrivata Scholastica e Manuela l'ha accolta a braccia spalancate nel senso più fisico del termine. «È stato un abbraccio bellissimo» dice la maestra. «Scholastica mi ha posato la testa sopra al cuore, un momento di grande emozione».
Lei in patria aveva un'attività, ma l'attrazione per l'Italia dove vive il marito era irresistibile. «Dovevo raggiungerlo, il matrimonio è il matrimonio», dice.

Manuela e i due "figliocci" che accoglie a casa sua
Partita da Lagos con tappa a Dubai, la donna - 38 anni come il marito - ha evitato per un soffio i problemi legati al blocco aereo a causa del conflitto in Iran. I tre nigeriani a casa Violi dispongono delle loro stanze, al piano superiore, ma sono nella stessa abitazione della famiglia. Ci sono momenti di condivisione a tavola e nel corso della giornata, anche se ognuno conduce le proprie attività. Un buon equilibrio, che non è scontato. Eppure qui funziona.
Capita anche che escano tutti assieme quando Manuela va a fare il karaoke che è la sua passione.
«All'inizio l'idea era di fornire un aiuto, un supporto, e di individuare un alloggio in affitto», dice la maestra. «Poi ho ospitato i due fratelli in casa, li considero miei figliocci, e andiamo avanti senza problemi». Aggiunge: «Cosa dice la gente non mi interessa, ci sono comunque tanti che si stupiscono per quello che io e Paolo facciamo», aggiunge Manuela che tra l'altro un paio di anni fa ha squadernato in un libro la sua vita familiare, interiore e intima, superando imbarazzi, pudori, timori.
«Credo che queste persone vadano aiutate, anche dal basso, perché la burocrazia e le norme finiscono per lasciarli in balia di se stessi» riflette Manuela. Lei cerca di rendersi utile.
«Certo, ci saranno le mele marce, ma ci sono tanti bravi ragazzi che pur nella diversità di cultura, tradizioni e abitudini di vita, possono far parte della nostra società. È un arricchimento reciproco e noi lo sperimentiamo in casa. Con alla base il rispetto».
Manuela oltre a ringraziare il sindaco, ringrazia il marito Paolo «che mi asseconda e condivide con me il desiderio di accogliere in casa nostra e di rendere felici i nostri ragazzi» e ringrazia i figli Jo, Isabel, Tania e Lilian «che accettano questi ragazzi come fratelli».
Ma non finisce qui. In vista c'è un ulteriore ricongiungimento tra l'altro figlioccio Fidel e sua moglie che si trova in Nigeria. Lei è in stato interessante e quando diventerà mamma renderà nonna Manuela.
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