Arte e cultura
Giorgio Vasari (1511-1574)
La Camera di Abramo e il Giardino pensile, due importanti ambienti del percorso di visita del Museo di Casa Vasari, in via XX Settembre 55 ad Arezzo, riaprono al pubblico da marzo al termine di alcuni lavori e interventi migliorativi.
Da sabato 7 marzo è nuovamente visitabile la Camera di Abramo, la camera nuziale del Vasari, una delle sale più significative della casa-museo. L'intera stanza è decorata con il ciclo pittorico dedicato alle storie di Abramo e costituisce uno degli esempi più rappresentativi della decorazione manierista ideata dall'artista per la propria dimora aretina. L'ambiente è caratterizzato da un articolato programma iconografico che coniuga temi biblici, riferimenti morali e celebrazione della virtù, inseriti in una raffinata cornice decorativa di grande valore storico-artistico.
A partire da oggi, mercoledì 11 marzo, riaprirà anche il giardino pensile, suggestivo spazio all'aperto affacciato sul tessuto urbano circostante. Il giardino rappresenta un elemento distintivo della residenza vasariana: concepito come luogo di quiete e contemplazione, integra architettura e natura secondo la sensibilità rinascimentale per l'armonia tra ambiente costruito e paesaggio.
Tuttavia il dipinto di Giorgio Vasari, Deposizione di Cristo al Sepolcro, normalmente esposto nella Camera di Abramo, non sarà visibile. L'opera è stata infatti concessa in prestito ai Musei Capitolini in occasione della mostra «Vasari e Roma» a cura di Alessandra Baroni Vannucci, in programma dal 20 marzo al 19 luglio.
A conclusione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari (1511-1574), Roma rende omaggio a uno dei grandi protagonisti del Rinascimento con un progetto espositivo dedicato al profondo e duraturo legame tra l'artista aretino e la città eterna. La mostra ricostruisce il percorso culturale e artistico compiuto da Giorgio Vasari nei suoi diversi soggiorni romani con l'intento di restituire al pubblico dei Musei Capitolini la ricchezza e la complessità della sua figura poliedrica di pittore, architetto, scenografo e biografo, ma anche di straordinario interprete e testimone delle vite di papi, signori, letterati e artisti del XVI secolo, grazie anche ai numerosi capolavori in prestito da importanti istituzioni italiane e internazionali tra cui Palazzo Barberini, Vive – Palazzo Venezia, Galleria degli Uffizi, Archivio di Stato di Firenze, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Archivio della Fondazione Casa Buonarroti, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Galleria degli Uffizi, Biblioteca Apostolica Vaticana, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Museo Nazionale di Siena e il Móra Ferenc Múzeum di Szeged (Ungheria).
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