Il caso
L'asilo e l'area giochi
Slitta di una settimana, dal 13 al 20 marzo, l'incontro tra il Comitato Genitori Nido Amabrabà e amministrazione comunale di Bibbiena (Arezzo). Un rinvio che Questo ulteriore rinvio suscita disappunto nelle famiglie.
La vicenda è quella della struttura di Soci, chiusa da novembre quando il piccolo Leo perse la vita mentre giocava nel giardino. Non visto, rimase impigliato ad un ramo con il giubbotto che lo soffocò. Inchiesta in corso e asilo ancora sotto sequestro.
Il protrarsi dei tempi, si legge in una nota, “aggrava ulteriormente le difficoltà che le famiglie stanno affrontando da oltre quattro mesi a causa della sospensione del servizio educativo 0-3 e contribuisce ad alimentare una situazione di incertezza che, ad oggi, non ha ancora trovato una risposta concreta”.
Il posticipo dell'incontro è stato motivato dall'attesa di ulteriori riscontri tecnici. Il Comitato lamenta una gestione dell'emergenza “lenta e frammentata, non proporzionata alla gravità della situazione che coinvolge decine di famiglie e bambini molto piccoli”.
Tutto rimandato quindi al 20 marzo, ore 18.30: si attendono le soluzioni dell'amministrazione.
“Il Comitato chiederà di conoscere:- se la ASL abbia espresso o meno parere favorevole sull'utilizzo degli spazi del polo Mencarelli, dove sono stati ipotizzati 30 posti;- nel caso di parere positivo, quali siano i tempi previsti per l'effettivo ingresso dei bambini e se verrà predisposta una nuova graduatoria per individuare i 30 aventi diritto;- quale soluzione alternativa o parallela l'amministrazione intenda garantire ai bambini che resteranno esclusi da questi posti;- se sia stato effettuato un sopralluogo della Asl presso la scuola dell'infanzia di Soci, altra possibile soluzione prospettata, quale sia stato l'esito di tale verifica e quanti posti potrebbero essere effettivamente disponibili”.
Nel frattempo è stata pubblicata la graduatoria relativa al bonus economico comunale destinato alle famiglie colpite dalla chiusura del servizio, dalla quale emergerebbe che solo 11 famiglie hanno presentato domanda.
“Secondo il Comitato, questo dato evidenzia con chiarezza i limiti della misura adottata. Il contributo è stato infatti pubblicato soltanto il 20 febbraio, prevedendo la possibilità di rendicontare spese non ancora sostenute per un periodo estremamente ristretto di appena cinque giorni lavorativi, oltre alle spese sostenute prima di tale data che, per molte famiglie, si sono rivelate difficilmente documentabili”.
Numerosi genitori hanno dovuto far fronte all'emergenza riducendo l'attività lavorativa attraverso ferie e permessi, ricorrendo ai congedi parentali retribuiti all'80% o sostenendo altri costi indiretti.
Il Comitato ha inviato una segnalazione al Prefetto di Arezzo, affinché venga posta attenzione sulla situazione di grave disservizio che si è venuta a creare e sulla gestione amministrativa dell'emergenza. Si chiede il ripristino di un servizio educativo essenziale per le famiglie del territorio.
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