Guardia di Finanza
Ville di lusso ed evasione fiscale
Affitta sul web favolose case vacanze di lusso senza curarsi minimamente delle tasse, la Guardia di Finanza di Arezzo scopre l'evasione fiscale e scatta il sequestro di immobili per 7,4 milioni di euro all'amministratore di una società che aveva la sede fittizia nel Regno Unito proprio per aggirare l'erario.
I finanzieri del Comando Provinciale delle fiamme gialle di Arezzo hanno indagato nell'ambito di una inchiesta diretta dalla Procura della Repubblica di Firenze sfociata in perquisizioni e in un decreto di sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca su ordine del gip.
Nel mirino una società che nel gergo tecnico degli inquirenti si definisce esterovestita, ovvero formalmente con sede nel Regno Unito ma di fatto operante in Italia. Ovviamente in totale evasione di imposte.
La società operava nel settore della intermediazione di locazioni turistiche di lusso.
Le indagini sono cominciate con una verifica fiscale eseguita dai finanzieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno che, grazie ad un’approfondita analisi della documentazione e della corrispondenza informatica acquisita, ma anche mediante l'esame dei flussi finanziari, hanno accertato l'illecito.
E cioè la natura fittizia della residenza fiscale nel Regno Unito della società verificata (alla quale è stata poi assegnata una partita Iva d’ufficio, a seguito delle contestazioni) e la ricorrenza, quindi, di un caso di esterovestizione funzionale ad evitare l’imposizione fiscale in Italia dei proventi dell’attività d’impresa svolta, nonché l’applicazione dell’Iva.
La sede inglese della società, come emerso dagli accertamenti, rappresenta infatti un mero ufficio della esterovestita e le persone che vi operano agiscono come mere esecutrici, in posizione subordinata rispetto alle direttive stabilite in Italia.
La struttura organizzativa (dipendenti e collaboratori), l’amministrazione e la direzione effettiva della società in questione sono di fatto ubicati a Montespertoli, dove viene svolto l’oggetto principale dell’impresa, e cioè la commercializzazione delle locazioni di immobili per soggiorni, svolta attraverso siti internet gestiti mediante un’unica piattaforma gestionale on line, geolocalizzata in Italia, che propone ville in gran parte situate nel nostro Paese.
Dalle investigazioni è emerso che la società è controllata da soggetti residenti nel territorio dello Stato, tra i quali l’amministratore. Quest’ultimo, alla luce del superamento delle soglie di rilevanza penale relative alle imposte evase, è stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica di Firenze per non aver presentato la dichiarazione annuale, per i periodi di imposta dal 2017 al 2023, e per aver impiegato il profitto del reato di omessa dichiarazione trasferendolo verso conti accesi presso istituti di credito degli Emirati Arabi Uniti e acquistando titoli pubblici, con ciò integrando la fattispecie di autoriciclaggio.
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