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Carabinieri in azione

Stop alla produzione di formaggio per carenze igieniche e sigilli all'azienda agricola con 250 metri cubi di rifiuti speciali

Controllo dei militari dell'Arma e della Usl su produzione alimentare e autorizzazioni. Deposito incontrollato di scarti: scatta denuncia

Alessandro Cherubini

13 Marzo 2026, 13:51

Area sequestrata

Area sequestrata

Sigilli ad un'azienda agricola della Valtiberina che produce formaggio. Viene contestato, oltre al deposito incontrollato di rifiuti speciali, pericolosi e non, per 250 metri cubi, nelle pertinenze dell'attività, un deficit igienico sanitario nella produzione casearia, senza autorizzazione sanitaria al commercio di alimenti.

I militari dei Nuclei Carabinieri Forestale di Sansepolcro e Pieve Santo Stefano e della Sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri presso la Procura della Repubblica di Arezzo, hanno eseguito il provvedimento di sequestro giovedì 12 marzo a Sansepolcro, coadiuvati da personale della sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare della Ausl Toscana sud est.

A seguito del controllo effettuato, in materia agroalimentare e ambientale, è stato denunciato in stato di libertà un 66enne, dopo aver accertato che presso i capannoni e le pertinenze della sua azienda c'era il grosso quantitativo di rifiuti speciali: contenitori in ferro, scatole in plastica e polistirolo, copertoni di mezzi agricoli e autoveicoli, batterie esauste al piombo, bidoni contenenti olio esausto, caldaie, estintori, frigoriferi di varie dimensioni, filtri olio, motori termici, 6 autoveicoli in evidente stato di fuori uso e contenenti rifiuti essi stessi, rifiuti da costruzione e demolizione edilizia, attrezzi agricoli e imballaggi vari.

I carabinieri, dopo aver sequestrato l’area contenente i rifiuti, hanno proseguito il controllo con il personale dell’Ausl, che ha provveduto a sospendere l’attività di produzione e vendita dell’azienda agricola, avendo riscontrato nel caseificio gravi carenze igienico sanitarie e la mancanza di autorizzazione sanitaria al commercio di alimenti.

Sono in corso ulteriori indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Arezzo, per accertare l’eventuale contaminazione delle matrici ambientali coinvolte (suolo, sottosuolo e acque superficiali), al fine di attivare il protocollo previsto dalla legge per il ripristino dello stato dei luoghi.

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