Arezzo
Aldo Poponcini
L'ultimo giorno in divisa lo trascorre con il Calcit tra i bambini protagonisti dell'evento ad Arezzo Fiere e Congressi. Aldo Poponcini, il comandante della Polizia municipale, chiude oggi la sua intensa attività per il Comune di Arezzo.
- Sensazione del momento?
Particolare. Non me ne rendo ancora perfettamente conto.
- Una vita da vigile urbano. Quando è entrato nel Corpo della municipale?
Era il 1982. Venivo dall'esercito. Vinsi il concorso. Comandante dell'epoca era Glauco Ciacci che mi prese sotto la sua ala. Ero un po' il suo cocco. Fui destinato all'infortunistica stradale. Sono riconoscente anche ad un altro comandante, Enzo Gori, che mi affidò incarichi.
- Fare il Comandante è più un onore o una grana?
C'è senza dubbio grande soddisfazione personale per essere alla guida della Polizia municipale della tua città. Nello stesso tempo un capoluogo di provincia come Arezzo è una realtà complessa, non è uno scherzo.
- Quando ha assunto il ruolo apicale?
All'inizio del Covid, nel 2020, prima ero vice.
- L'aneddoto più singolare.
E' legato proprio a quel periodo, dovevo eseguire un Tso, trattamento sanitario obbligatorio, e per avvicinarmi alla persona dovevo indossare la tuta prevista per le disposizioni riferite alla pandemia. Ma non se ne trovava una adeguata alle mie dimensioni.
- La corporatura da gigante buono l'ha aiutata durante questi anni?
Credo che gli aretini mi abbiano sempre percepito come uno di loro. Ho avuto un bel rapporto con la gente.
- Si è mai trovato in pericolo?
Insieme ad Enzo Gori durante certi interventi nel corso del festival Arezzo Wave per sedare risse e situazioni movimentate.
- Il momento più gratificante?
Il premio ricevuto per le indagini sulle baby gang nel 2021-2022 e la nomina a Cavaliere del lavoro lo scorso 2 giugno. Ma vado fiero anche del lavoro che abbiamo fatto per la videosorveglianza: occhi magici preziosi per il controllo del territorio.
- Un'infinità di incidenti stradali rilevati. Tragedie, dolore.
Sì. E' un lavoro pesante. Ho cercato di dedicarmi molto all'educazione stradale per poter diminuire gli incidenti sulle strade, purtroppo devono riconoscere che siamo sempre lì, non siamo migliorati molto. Ancora troppe croci. Ma bisogna insistere nel far leva sulla consapevolezza di chi guida.
- In questo arco di tempo ha visto la città cambiare volto.
Vero. E' mcambiato tutto. Ma negli ultimi cinque anni devo dire che c'è stato un peggioramento nei livelli di sicurezza percepita e reale. Hanno inciso dinamiche non locali legate all'amministrazione, ma alla società.
- La circolazione è cambiata in meglio?
Ci fu un forte passo in avanti con il sindaco Lucherini. Altro è stato fatto. Ma c'è ancora tanto da fare.
- Mobilità dolce, che ne pensa?
Sono favorevole alla pedonalizzazione.
- Favorevole al taser per gli agenti?
Sì.
- Personaggi famosi visti da vicino?
Tanti, tutti quelli venuti ad Arezzo. Da Berlusconi alla Meloni.
- Crescita professionale nel tempo?
L'esperienza e gli esempi, ti fanno progredire. Per me poi sono state preziose le visite alla polizia di New York.
- Il mondo dei più fragili, la marginalità?
E' stato bello collaborare con Poti Pictures, sul fronte della disabilità creativa, con la campagna contro le truffe.
- Più quello che lei ha dato agli aretini o gli aretini a lei?
Gli aretini a me. E' stato davvero un onore servire la città e ci ho messo tutto il mio impegno.
- Va a riposo, tecnicamente, con quale meccanismo?
Anzianità contributiva: 44 anni. Il 21 maggio compio 64 anni.
- Il consiglio al suo successore, quando ci sarà?
Ascoltare i cittadini.
- Il consiglio alla prossima amministrazione?
Ascoltare i cittadini.
- C'è chi la vedrebbe bene in qualche lista elettorale.
Oggi sono ancora il Comandante e per il domani, in pensione, vorrei potermi dedicare all'attività che mi piace di più.
- Quale?
La scuola calcio.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy