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LA LETTERA

Lascio il servizio attivo con la consapevolezza di aver dato il massimo e con l'orgoglio di aver servito la mia città

Il saluto di Aldo Poponcini alla città: grazie Arezzo

Aldo Poponcini

15 Marzo 2026, 11:09

Aldo Poponcini

Aldo Poponcini

Nel giorno in cui inizia il mio pensionamento desidero rivolgere un saluto sincero e riconoscente alla città di Arezzo, che ho avuto l'onore di servire per tanti anni con dedizione e senso del dovere.

Il mio primo e più caloroso ringraziamento va al Sindaco Alessandro Ghinelli, per la fiducia accordatami e per la costante vicinanza istituzionale che non è mai venuta meno nel corso del mio incarico. A lui si unisce la mia gratitudine per tutte le Autorità e i rappresentanti delle Forze dell'Ordine che si sono succeduti e con i quali ho condiviso un percorso di collaborazione continua, improntato al rispetto reciproco, alla professionalità e all'obiettivo comune della sicurezza e del bene della comunità.

Desidero inoltre esprimere la mia profonda riconoscenza alla città nelle sue molteplici espressioni: alle istituzioni civili, al mondo religioso, alle realtà associative che ogni giorno contribuiscono a rendere Arezzo una comunità viva, solidale e coesa. Un grazie sentito va a tutti i cittadini, interlocutori e protagonisti del nostro lavoro quotidiano, per la fiducia, il confronto e, spesso, anche per la comprensione dimostrata nei momenti più complessi.

Un ringraziamento speciale e affettuoso lo rivolgo a tutto il Corpo della Polizia Locale, donne e uomini con i quali ho condiviso anni intensi, fatti di impegno, responsabilità e spirito di servizio. Insieme abbiamo affrontato sfide, cambiamenti e difficoltà, sempre con l'obiettivo di garantire sicurezza, presenza e attenzione verso la nostra comunità. E non dimenticherò mai il coraggio silenzioso che durante il periodo della pandemia ci ha reso punto di riferimento nell'incertezza e nella preoccupazione. A ciascuno di loro lascio un pensiero di stima e gratitudine, certo che continueranno a svolgere il proprio compito con lo stesso orgoglio e la stessa passione.

Non posso infine non dedicare un pensiero particolare al mondo della Giostra del Saracino, autentica identità popolare della città, espressione viva delle sue radici, della sua storia e del suo senso di appartenenza. In essa ho sempre visto un simbolo forte della comunità aretina, capace di unire tradizione e partecipazione.

Concludo questo mio saluto con emozione e con il cuore colmo di riconoscenza. Lascio il servizio attivo con la consapevolezza di aver dato il massimo e con l'orgoglio di aver servito la mia città.

Grazie Arezzo.

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