IL CASO
Il gestore della piscina, Valter Magara
Valter Magara, amministratore del Centro Sport Chimera, torna sulle problematiche delle opere di urbanizzazione che coinvolgono il Palazzetto del Nuoto e lo Stadio.
- Come siamo arrivati alla situazione attuale?
“Un amministratore che deve decidere su un progetto ha due possibilità: procedere senza conoscere a fondo il problema oppure andare avanti pur sapendo che potrebbero esserci conseguenze e conflitti con altri soggetti. La prima ipotesi è molto grave ma in genere non è tipica di un amministratore privato che investe, ma la seconda è ancora più grave perchè c’è la determinazione ad agire comunque anche se ciò apre una conflittualità perchè è a danno di diritti altrui. Vogliamo far credere che l’aggredito sia l’aggressore? Lascio ai lettori la valutazione del caso”.
- La sua risposta significa che il Centro Sport Chimera srl non ha avuto alcun ruolo nella vicenda?
“Direi di più: il Centro Sport Chimera, che ha progettato e costruito l’impianto, è stato di fatto escluso dalle fasi progettuali dell’area dei parcheggi di pertinenza dell’impianto. Siamo venuti a conoscenza del progetto solo alla fine del 2024 e il primo confronto con l’amministrazione è arrivato nel novembre del 2025, quando le scelte erano già state fatte. Non sono state sufficienti le telefonate per chiedere di essere informati ma neanche le Pec. Abbiamo dovuto fare un accesso agli atti e, nei trenta giorni previsti, ci sono stati consegnati solo una parte dei documenti. Per due documenti importanti abbiamo dovuto fare accesso direttamente al Coni e all’Agenzia del Demanio mentre del contratto-convenzione non c’è ad oggi alcuna traccia”.
- Corrisponde al vero la vostra contrarietà alla ristrutturazione dello stadio?
“No, è una ricostruzione che non corrisponde alla realtà. Il 6 febbraio abbiamo presentato un nostro progetto di riqualificazione dell’area parcheggio del Palazzetto del Nuoto, precisando che non dovesse dipendere dalla tempistica dello stadio. Abbiamo anche dichiarato la disponibilità a cedere circa 9.000 metri quadrati della concessione per consentire i lavori. Il nuovo parcheggio, a garanzia dell’utenza, deve essere riservato e funzionale al Palazzetto del Nuoto e alla palestra, con accessi garantiti tutto l’anno e con una separazione della viabilità tra i due impianti, mantenendo solo un collegamento pedonale per le partite dell’Arezzo”.
- Quali sono le sue perplessità sul progetto stadio?
“Preferisco non entrare nel merito del progetto ma prima o poi dovremo parlare di viabilità e sicurezza. Tutto ciò che però interferisce con la fruibilità dell’impianto e il conseguente Piano economico e finanziario rientra pienamente nelle mie prerogative di Amministratore. Nei documenti non sono chiariti molti aspetti, tra questi le questioni legate alla sicurezza dei cantieri, al transito dei mezzi e all’organizzazione delle aree durante il lunghissimo periodo dei lavori, in una zona frequentata da utenti di tutte le età. Altri dovrebbero preoccuparsi del rispetto dei tempi di ristrutturazione dello stadio: facendo un giro per la città è facilmente verificabile se ci sono cantieri che completano i lavori nei tempi del cronoprogramma iniziale. Ma sicuramente lo Stadio sarà una eccezione”.
- Cosa chiede all’amministrazione?
“Sono cosciente che il periodo è particolare. Non ho dettato io il calendario di approvazione del progetto stadio, ma comunque è arrivato il momento che ci si occupi anche della tutela di un servizio pubblico che da oltre 21 anni lavora in silenzio per lo sport amatoriale con risultati straordinari, per l’infanzia, per la disabilità e ultimamente con un incremento esponenziale a favore della terza età che presenta seri problemi di autonomia personale e di deambulazione. Abbiamo chiesto di riequilibrare il P.E.F. anche alla luce delle nuove speculazioni energetiche, di modificare le opere di urbanizzazione e avviare da subito atti concreti per gli espropri, fondamentali per la realizzazione del Parcheggio”.
- Quali saranno le sue prossime iniziative?
“Mi occuperò di una informazione corretta sulla situazione, anche perchè l’impianto coinvolge circa trenta contratti di lavoro delle società sportive che vi operano. Sto valutando di informare direttamente il Consiglio Comunale. Non siamo contrari allo stadio, ma chiediamo garanzie contrattuali precise a tutela del Palazzetto del Nuoto. Per questo auspico che il Consiglio possa ‘Rinviare l’approvazione’ per favorire un accordo. In caso contrario, invito a non approvare disposizioni che possano confliggere con i diritti dell’impianto e con il servizio pubblico offerto a migliaia di cittadini. Dai documenti in nostro possesso, temo che l’approvazione ad ogni costo rappresenti la peggiore delle soluzioni possibili. Voglio continuare a credere che prevalga il senso di responsabilità ma se così non fosse svolgerò, come sempre, il mio ruolo di amministratore fino in fondo con tutti gli strumenti che la legge mi consente”.
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