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Arezzo

Graziella signora dell'oro, quella donazione all'ospedale un mese fa e tanta beneficenza. Holding nata dal laboratorio aperto a 18 anni

Con la signora Buoncompagni se ne va una luminosa figura di lavoro, famiglia, altruismo. Il vescovo celebra il funerale. Cordoglio di Giani

Luca Serafini

19 Marzo 2026, 08:14

Graziella

La donazione al reparto di pneumologia

Graziella Buoncompagni è stata una grande donna. Imprenditrice, ma anche moglie, madre, nonna e bisnonna. Oltre che generosa artefice di innumerevoli iniziative sociali, solidali, benefiche: l'ultimo gesto è stata la cospicua donazione al reparto di pneumologia dell'ospedale San Donato (15 mila euro elargiti il 3 febbraio 2026) dove era stata paziente.

Graziella si è spenta ieri, mercoledì 18 marzo, nella villa di Colle Allegro, circondata dall'affetto della famiglia. Campoluci, a due passi da Arezzo, è stata il centro della sua vita professionale e umana: qui il primo laboratorio aperto come pioniera dell'oreficeria, qui la residenza e qui sabato alle 10.30 il funerale celebrato dal vescovo Andrea Migliavacca, nella chiesa per la quale lei aveva contribuito concretamente per i lavori.

Tanti messaggi di cordoglio. Commozione da parte di Confindustria Toscana sud.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: "Con Graziella Buoncompagni Arezzo e la Toscana perdono una figura straordinaria, simbolo di eleganza, creatività e lavoro. Un esempio dell’ingegno toscano e della forza e determinazione delle donne. Tutto questo in un settore che rappresenta forse più di ogni altro l’identità aretina, quello orafo. Alla famiglia va il cordoglio della Regione, certi che i valori che Graziella ha portato avanti, nel lavoro, ma anche nell’impegno solidale non andranno perduti”, ha concluso il presidente Giani.

Graziella è un brand che significa eccellenza del lusso, del bello, del made in Italy. Ed è pure il nome di una holding con duecento addetti e circa 85 milioni di euro di fatturato, che spazia su più settori produttivi. Ma Graziella è il nome di una straordinaria pioniera dell'oreficeria. Nata nel 1939, Graziella Buoncompagni è stata una ragazza che già a 12 anni si dedicava a quello che sarebbe stato il filo conduttore della sua esistenza: il lavoro. Dinamica, intraprendente, energica, creativa, Graziella già a 18 anni mette in campo anche un'altra dote: il coraggio. Si mette in proprio. Parte con un piccolo laboratorio che pian piano scala posizioni e fa parlare di sé, fino a diventare tra le maggiori realtà del distretto aretino e protagonista nei mercati internazionali del luxury. Eleganza e fantasia sono alla base di un successo economico che genera appunto la holding operativa oltre che nell'oro, su pelletteria (Braccialini), energie rinnovabili, hotellerie e settore immobiliare.

Per quasi settanta anni Graziella è la prima ad entrare in fabbrica e l'ultima a uscirne. Passione pura. Esempio e stimolo.

Impegno cristallino che le è valso il premio nazionale Mimosa d'oro e il conferimento della benemerenza di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica da parte del presidente Giorgio Napolitano nel 2008.

Per una donna imprenditrice, si sa, è tutto più complesso che per gli uomini: c'è anche il ruolo insostituibile nella famiglia. Che Graziella ha sempre amato. Moglie di Donato Gori, venuto a mancare nel 2001, madre di Gianni, Maria Rosa e Angelo, nonna e bisnonna affettuosa e capace di trasmettere valori veri. Uno slancio, quello di Graziella Buoncompagni, rivolto anche all'esterno del nucleo familiare. Per la comunità. Non si contano le iniziative per la parrocchia e la comunità di Campoluci, con mercatini di solidarietà, progetti e contributi per i lavori. C'è poi la Fondazione Graziella - Angelo Gori Onlus, intitolata al figlio scomparso nel 2000 in seguito ad un incidente, che porta avanti iniziative di beneficenza in Italia e all'estero. Nel territorio, Graziella ha contribuito al restauro dei portoni della cattedrale di Arezzo: un dono e un incentivo per la tutela del bello e per valorizzare un patrimonio di tutti.

La grinta di Graziella che da giovanissima lavoratrice l'ha portata ad essere illuminata donna di impresa, negli ultimi anni è stata declinata anche in altro modo: la lotta alla malattia oncologica. Affrontata con forza, dignità e determinazione, dice chi le era accanto. Sempre a testa alta e con nel cuore la sua fabbrica e le persone del mondo Graziella.

Se ne va una figura luminosa dell'imprenditoria aretina, una donna che ha saputo osare e che lascia un'eredità di lavoro, innovazioni e valori che proseguiranno sotto il suo nome: Graziella.

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