Verso il voto
Rosalba Guarino
C'è un momento in cui devi decidere se metterti in gioco oppure no. E Rosalba Guarino ha deciso di rispondere sì alla richiesta di candidarsi a consigliere comunale che le è stata fatta da Vincenzo Ceccarelli, il candidato dei progressisti che sta allestendo una sua lista civica.
Una vita al servizio delle istituzioni, in Prefettura, a riposo dal 2020, Rosalba Guarino da un anno è protagonista insieme ad altri aretini della protesta, civile e tenace, contro le torri residenziali del quartiere Giotto ad Arezzo. Una variante urbanistica adottata il 18 dicembre 2025 dal consiglio comunale, a maggioranza, che cancella di punto in bianco la zona verde di via Tiziano e prevede la realizzazione di due palazzi di nove piani alti come quelli esistenti. Un no sospinto da tremila firme per motivi legati alla vivibilità del popoloso quartiere, all'impatto su ambiente, paesaggio, traffico, qualità. Non potrà però essere il consiglio comunale in carica, a mettere il sigillo sulla pratica urbanistica: non ci sono infatti i tempi. La legge (articolo 38 comma 5 del Testo unico degli enti locali) vuole che il consiglio, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali (45 giorni prima del voto, il 9 aprile) possa disbrigare soltanto gli atti urgenti e improrogabili. Non certo una variante che cambia volto a un pezzo di città. Toccherà ai prossimi consiglieri decidere se chiudere il cerchio oppure no. E Rosalba Guarino, ex vice prefetto vicario, non esattamente il tipo che molla, rigorosa e appassionata, è disposta a scendere in lizza alle amministrative di maggio (24 e 25 maggio) per questa battaglia e per un'idea complessiva di città.
“Sì, il candidato sindaco Vincenzo Ceccarelli mi ha chiesto di far parte della sua lista personale e sono orientata a dare la mia disponibilità per continuare a discutere di questo tema - ci risponde Rosalba Guarino - ma soprattutto per discutere del futuro di questa città, con un orizzonte a lungo termine che preveda progetti di “cura” delle persone giovani e meno giovani, italiane e straniere, cura dei luoghi e del verde in funzione del benessere della presente e futura generazione”.
Intanto Guarino e il comitato di cittadini per il no alle torri residenziali, è al lavoro per le osservazioni alla variante, che devono essere presentate nei termini previsti. Entro il 7 aprile quelle di carattere ambientale ed entro il 20 quelle strutturali. Oltre ai cittadini sono mobilitate anche associazioni contrarie a questa prospettiva urbanistica.
Sull'area verde al Giotto la giunta Ghinelli è andata avanti a dritto, pur avendo ascoltato le ragioni dei cittadini (si era pure formato un comitato del sì), convinta della bontà di una operazione annunciata come “ricucitura urbanistica” con ricadute utili anche in chiave di parcheggi.
Dall'infaticabile lavoro dei contrari alle torri, emerge anche un paradosso: nel 2019 il proprietario dell'area - che nel 1965 doveva ospitare una scuola poi rimase sempre verde - presentò all'amministrazione Ghinelli una domanda di cambio di destinazione d'uso, con osservazione al piano strutturale, ma la risposta fu no perché obiettivo del Comune era “mantenere l'area verde finalizzata alla valorizzazione paesaggistica ambientale del contesto e quindi di non incrementare ulteriormente l'edificazione dell'area anche in funzione alla riduzione dei processi di impermeabilizzazione dei suoli”. Gli stessi argomenti del comitato contro i palazzi, che però a distanza di 6 anni sono stati rigettati dalla prima amministrazione Ghinelli.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy