Arezzo
Gjergj Pergegaj, la vittima
Omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione. Reato da ergastolo. E’ questa l’ipotesi d’accusa che, al momento, pende sul 35enne albanese che ha ucciso a colpi di pistola il connazionale Gjergj Pergegaj, 30 anni da compiere ad aprile. La rivalità per una donna - presente al fatto di sangue - sarebbe il possibile movente. Sì, la gelosia potrebbe aver armato la mano dell’omicida, anche se lui nega.

L’autore del delitto di Olmo (B.E. le iniziali, non è stato finora divulgato il nome completo) è rinchiuso nella casa circondariale di Arezzo. La salma di Gjergj si trova all’obitorio dell’ospedale San Donato. Il trentenne è stato freddato nei pressi della rotatoria di Olmo, alle porte di Arezzo, nello spazio antistante, lungo via Romana, di fronte al ristorante pizzeria dove lavora la donna, che era stata la compagna della vittima ed ora pare frequentasse l'altro. Un video delle telecamere esterne ai locali ha ripreso la scena. Mostrerebbe l'arrivo dell'omicida, che prima va parlare con la ragazza, poi appare Gjergj e seguono le sequenze dell'aggressione mortale con l'arma da fuoco.

Quattro i colpi di pistola esplosi verso le 23,30. Due fatali: al petto e al collo. Dopo l’esecuzione, l’autore dell’omicidio è tornato a casa, a Rigutino, dove la squadra mobile della questura di Arezzo guidata dal dottor Davide Comito, lo ha trovato in auto e lo ha fermato. Stava telefonando al 112 e aveva ammesso il crimine. In base alla prima ricostruzione, il pubblico ministero Emanuela Greco ha contestato l’aggravante della premeditazione, che tuttavia dovrà essere suffragata da elementi adeguati, e il primo vaglio avverrà da parte del giudice delle indagini preliminari nelle prossime ore. A inizio settimana l'udienza di convalida davanti al gip.
Evidentemente il fatto che il 35enne - pur incensurato - circolasse nella notte con una pistola in tasca, pronta all’uso, senza giustificato motivo, è ritenuto un aspetto rilevante dal magistrato per contestare la premeditazione. Aggravante non da poco nell'economia del procedimento penale. La pistola utilizzata per ammazzare il rivale era detenuta illegalmente dal 35enne, che non ha porto d’armi, e risulta di origine furtiva. Era stata rubata in un appartamento un fanno fa. Da chiarire se, effettivamente, l’omicida venerdì sera è andato in cerca di Gjergj Pergegaj con la determinazione di compiere quello che ha fatto.
Il luogo del delitto era noto e frequentato da entrambi. Un posto solitamente frequentato da albanesi, compresi i due, uno residente a Rigutino, l’arrestato, e l’altro a Frassineto, la vittima. Tutto è in via di accertamento.
Nelle sue prime dichiarazioni rese al magistrato, il 35enne - interrogato in questura nella notte - ha escluso di aver agito per gelosia, alludendo ad altri problemi non meglio precisati con Pergegaj. Non è parso molto convincente. Si svolgono accurati accertamenti, si ascoltano le persone presenti - il locale era in chiusura e gli operatori uscivano, c’erano altre persone - compresa la donna. Preziose le immagini, al vaglio degli inquirenti. A fianco dell'arrestato - che lavora nel settore edilizia e giardinaggio - questa notte c'era l'avvocato Luca Turchetti, d'ufficio, che ha poi ricevuto dal 35enne il mandato per la difesa di fiducia.
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