Arezzo
Il vescovo Migliavacca alla festa di fine Ramadan
Messaggi di solidarietà al vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Andrea Migliavacca, che ha ricevuto nelle scorse ore sui social una pioggia di commenti critici, accanto a quelli di apprezzamento, per aver partecipato alla cerimonia che si è tenuta al parco del Pionta il 20 marzo nel giorno della fine del Ramadan, accettando l'invito della comunità bengalese. Il vescovo aveva portato il suo saluto e quello della Chiesa cattolica.
Per il vicesindaco di Arezzo, Lucia Tanti, “i toni usati contro il vescovo Andrea non sono accettabili”, sottolineando che “non si può attaccare chi fa importanti passi di pace” e che “io ancora aspetto una risposta dal centro culturale islamico”.
Solidarietà espressa anche dal consigliere di maggioranza Simon Pietro Palazzo. “Oggi più che mai sono convinto che chi ci mette la faccia e la fede sia un esempio da seguire”.
Anche le Acli di Arezzo hanno manifestato “piena vicinanza” al vescovo, definendo la sua partecipazione “un gesto di rispetto, attenzione e apertura” coerente con i valori del dialogo tra culture e religioni. “Per questo, come Acli, rinnoviamo la nostra stima e il nostro sostegno a monsignor Migliavacca”.
Il candidato a sindaco del centrosinistra, Vincenzo Ceccarelli, ha espresso “profonda e convinta solidarietà”, definendo quello del vescovo “un gesto di fraternità e di ascolto” che rappresenta la vera cultura della pace, capace di mettere al centro l'umanità e il rispetto. Sulla stessa linea l'ex consigliera regionale Pd Lucia De Robertis. Per il consigliere comunale Pd Andrea Gallorini “costruire ponti non è mai un errore”.
“Da una parte l'apprezzamento per l'invito e per la presenza del vescovo, dall'altra le solite, stantie polemiche e addirittura gli insulti alla comunità cattolica per aver accettato un invito che altro non è che un richiamo all'unione di persone che vivono e lavorano ad Arezzo con un semplice gesto di preghiera”. Così Arezzo 2020 e Avs Arezzo.
Per Cristiano Rossi, presidente della Fraternità Federico Bindi, “i violenti attacchi ricevuti dal vescovo di Arezzo per la sua partecipazione alla festa di fine Ramadan con la comunità bengalese, sono il segno del clima di ignoranza, pregiudizio e odio su cui è sprofondata la nostra città”.
Con il passare delle ore le prese di posizione in difesa del vescovo si sono moltiplicate, con altri personaggi pubblici e semplici cittadini che sono intervenuti.
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