Arezzo
Melani Graverini, Comanducci e Gamurrini
L’avvocato Piero Melani Graverini verso la lista di Marcello Comanducci. Possibile? Possibile. Nel mondo civico del centrodestra queste sono ore dense di incontri, contatti, movimenti, riflessioni, marce avanti e marce indietro. E l’ingresso del noto e stimato penalista nella lista del candidato sindaco civico, sostenuto dalla coalizione, è un’eventualità che prende consistenza.
Del resto il progetto iniziale di Graverini di portare avanti una propria lista senza essere in corsa per la fascia tricolore (per sua scelta) si sta rivelando probabilmente un’operazione più complicata del previsto. Il cantiere è ancora aperto, nulla di definitivo: mercoledì sera è in programma una riunione con gli amici di Arezzo al Centro, ma l’ipotesi di rinunciare al simbolo e alla squadra autonoma sotto il nome Melani Graverini prende quota. Meglio - se ci sono le condizioni - mettersi al servizio nel gruppo di Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini, che in questa tornata elettorale ha il ruolo di perno civico che per dieci anni ha avuto Ora Ghinelli.
Degli uscenti di Ora, a proposito, si parla ormai da giorni: Lucia Tanti, Simon Pietro Palazzo ed altri, entrano in Forza Italia; Alessandro Calussi troverà posto nella Lega. Ma ci sono altri valori civici provenienti da Ora che non prediligono andare con i partiti politici, neanche come indipendenti, e ad oggi sono senza lista. Sarebbe in corso un ultimo tentativo per metterne in campo una magari frutto dell’unione di più esperienze. Grandi manovre e veti incrociati. Difficile ma forse non impossibile una sinergia tra ghinelliani e area Comanducci/Gamurrini, con storie e sensibilità diverse: c’è chi lavora di ago e filo per unire Ora e Fare. Una eventuale lista civica ex novo, senza la spinta del candidato sindaco, deve raccogliere il 3% dei voti (stimabile intorno a 1900 schede) per entrare in consiglio comunale. Impresa non da poco. In rampa di lancio da giorni nel mondo civico c’è anche Aldo Poponcini, vicino a Graverini, anche lui in stand by in attesa che il quadro venga definito.
Per rimanere nel centrodestra, un’altra novità del momento è che Cristiano Romani, fedelissimo di Vannacci, impegnato nello strutturare il partito del generale uscito dalla Lega, Futuro Nazionale, non allestirà una sua lista. Il bacino di voti del Mondo al Contrario quindi dovrebbe essere trasferito verso Comanducci, che Romani ha fin dall’inizio salutato come il candidato migliore. Anche se ad oggi al tavolo del centrodestra non è stata mai aggiunta una sedia per i vannacciani.
Fratelli d’Italia, partito leader della coalizione, con Alberto Merelli capolista, mette a punto il team elettorale dove entrano assessori e consiglieri uscenti ed innesti come il giostratore Gianmaria Scortecci. Definizione del gruppo in corso per Lega (ci saranno Gianfranco Vecchi, Federico Rossi, Alessandro Casi, Monica Manneschi) e anche per Noi Moderati di Marco Casucci. Si dovrà capire se Egiziano Andreani, ex Lega, candidato di Democrazia sovrana popolare, può erodere qualcosa all’area. Nell’ambito del centrodestra si registra un ritorno di apprezzamenti verso Marco Donati, impegnatissimo in questa fase nella sua corsa in autonomia con obiettivi molto alti sull’onda di partecipazione e qualità a tavoli e incontri nelle frazioni.
Nel centrosinistra la giornata di domani doveva essere quella della visita del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, per il lancio della candidatura di Vincenzo Ceccarelli, sul quale i progressisti ripongono fiducia - esperto e competente - per il ritorno in municipio con ruolo guida. Invece il governatore sarà ad Arezzo dopo Pasqua, giovedì 9 aprile.
Il risultato del referendum sulla giustizia ha dato brio al campo largo uscito un po’ logorato dalla lunga discussione interna sulla individuazione del candidato. Ora che la scelta è fatta si marcia compatti: un fronte che va da Pd a M5s, da Avs - Arezzo 2020 a Italia Viva riformisti.
Le percentuali delle elezioni regionali di ottobre e del voto sulla riforma Nordio sono sovrapponibili: il 50,99% dei No può coincidere con il 50,74% che votò Giani; il 49,01% dei Sì può corrispondere al 46,71% di Tomasi. Lo scarto nel referendum è stato di 953 voti, alle regionali fu di 1.421. Negli schieramenti analisi in corso, soprattutto in chiave ballottaggio.
Per completare la griglia di partenza delle amministrative 2026 (24 e 25 maggio): coltivano i loro programmi per la città stando lontani dai partiti sia gli Indipendenti di Michele Menchetti che i comunisti di Alternativa comune.
Per tutti scadenza della presentazione delle liste le ore 12 del 25 aprile.
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