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Arezzo

Inferno in A1, tre morti perché guidava il tir e faceva video col cellulare: verso il processo al camionista. Cosa è la "colpa cosciente"

Chiusa l'inchiesta per la strage del 4 agosto con l'ambulanza schiacciata nel tamponamento: omicidio stradale plurimo

Luca Serafini

25 Marzo 2026, 08:11

Inferno in A1, tre morti perché guidava il tir e faceva video col cellulare: verso il processo al camionista. Cosa è la "colpa cosciente"

L'incidente in A1 lunedì 4 agosto

Si avvicina la definizione della pena per il camionista che il 4 agosto 2025 con una guida scellerata in A1 causò lo schianto con tre morti: due operatori della Misericordia e il paziente trasportato in ambulanza. L'inchiesta della Procura della Repubblica di Arezzo è chiusa: il reato contestato al 58enne autotrasportatore è l'omicidio stradale aggravato dal numero delle vittime e configurato nella forma di responsabilità penale che il codice definisce “colpa cosciente”. Una colpa, cioè, aggravata dalla consapevolezza del rischio che l'uomo si assumeva con la condotta di guida: teneva le mani sul volante, ma armeggiava anche con lo smartphone e pochi minuti prima dello spaventoso schianto - è stato ricostruito - il camionista aveva girato un video sui social lì nella cabina di guida. Guidava ma era distratto.

Così quel giorno si verificò uno dei peggiori disastri nel tratto aretino dell'Autostrada del sole. Il Tir carico di ghiaia scatenò l'inferno con le tre vite spezzate tra le lamiere: Gianni Trappolini, 56 anni, autista della Misericordia di Terranuova Bracciolini, Giulia Santoni, 23 anni, volontaria, studentessa di infermieristica e Franco Lovari, 76 anni, paziente trasportato dal mezzo sanitario. Accadde nel tratto tra Arezzo e Valdarno, in direzione Firenze, verso le 11.

Fabio M., originario del savonese e residente a Cuneo, con il tir tamponò violentemente una colonna di veicoli in coda per lavori stradali. L'ambulanza impegnata in un trasferimento, che era ferma, rimase schiacciata. Immagini impressionanti. I tre a bordo morirono all'istante. Quindici i feriti. A1 paralizzata. Sull'asfalto nessun segno di frenata da parte del camionista, risultato titolare di canali YouTube e TikTok con centinaia di video sulla sua vita da autista. L'ultimo, pubblicato poco prima. Nelle immagini, sottofondo di musica anni '90, sguardo deviato in direzioni diverse da quella corretta per chi guida. La polizia stradale sequestrò la scatola nera del tir e lo smartphone, oltre ai due mezzi. Quando il 58enne seppe delle conseguenze dell'incidente, ebbe un malore. A guidare l'inchiesta all'inizio fu il pm Francesca Eva, quindi il fascicolo è passato al sostituto procuratore Giorgio Martano. Il camionista è difeso dall'avvocato Massimo Rabagliati di Milano. In linea teorica la condanna per effetto delle aggravanti può partire da 6 anni e arrivare ben oltre. In questa fase si sta valutando lo spazio di manovra per un patteggiamento. Aver agito con “colpa cosciente” è un'ulteriore aggravante. Ma cosa significa? Vuol dire che l'autore del fatto è consapevole che la sua condotta imprudente potrebbe causare un danno. Tuttavia l'evento che accade non è voluto: non c'è dolo, l'agente non agisce per causare il danno, agisce convinto, per imperizia o eccessiva sicurezza nelle proprie capacità, che il danno non si verificherà.

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