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Arezzo

Il pittore Franco Villoresi raccontato da chi lo frequentò. Intitolato il Centro Civico di Rigutino. Folla e ricordi. Le foto

Artista originario di Città di Castello morto nel 1975 scelse il paese aretino per vivere, ora il riconoscimento

Santino Gallorini

26 Marzo 2026, 08:12

Villoresi

La cerimonia e un'opera di Villoresi

Il Centro Civico di Rigutino ora porta il nome del pittore Franco Villoresi, nato a Città di Castello nel 1920 e morto nel 1975 a Rigutino (Arezzo), dove si era trasferito alla fine degli anni Cinquanta. La cerimonia, che ha visto la partecipazione di molte persone, si è svolta mercoledì 25 marzo.

Dopo i saluti dell'Assessore del Comune di Arezzo, Alberto Merelli, e del Consigliere Provinciale Paolo Brandi, è stata scoperta una targa dedicata a Villoresi, all'ingresso delle ex Scuole Elementari, oggi Centro Civico del paese.

Poi, la cerimonia si è spostata all'interno, alla presenza di un folto pubblico. A moderare l'evento è stato il giornalista culturale Marco Botti.

Dopo i saluti di rito, è intervenuto Gianni Villoresi, figlio di Franco e apprezzato scultore. Gianni Villoresi ha ringraziato i Consiglieri Comunali Andrea Gallorini e Piero Perticai per aver fortemente voluto questa intitolazione in occasione dei 50 anni dalla morte del padre ed essere finalmente riusciti a portare a termine l'iniziativa.

Subito dopo Massimo Pacifici, del Gruppo Culturale di Rigutino, ha reso noto ai presenti che Gianni Villoresi ha generosamente donato un quadro del padre al Centro Civico.

È seguita la proiezione di una storica e rara pellicola in bianco e nero, digitalizzata di recente, che racconta l'arte di Franco Villoresi.

A seguire ha preso la parola il Prof. Luca Quattrocchi dell'Università di Siena, che ha illustrato la vita del celebre pittore, dai suoi esordi a Roma, alla sua iniziale vicinanza alla "scuola romana", al ritiro nella campagna di Rigutino, alle frequentazioni con i grandi intellettuali della sua epoca, fino alla originale collaborazione con l'Ospedale Psichiatrico di Arezzo, dove Villoresi aveva installato un laboratorio per avvicinare alla pittura i degenti, attuando una vera e propria "terapia del colore".

Lo storico dell'arte Giuliano Centrodi ha parlato dei rapporti di Villoresi con Arezzo, della sua partecipazione, prima come concorrente e poi fuori concorso e infine quale giurato, al celebre Premio Arezzo, che vide i migliori pittori italiani partecipare all'evento agli inizi degli anni Sessanta.

Margherita Scarpellini, etruscologa, oltre ai suoi ricordi personali, legati all'osservazione dei quadri di Villoresi appesi alle pareti della casa dei suoi zii, ha parlato di certi aspetti delle figure umane dipinte dal Pittore, che fanno ripensare a certi antichi bronzetti etruschi.

Lo scrittore Tito Barbini, che ha definito Villoresi un suo "fratello maggiore", raccontando di come nacque la loro amicizia e della sua frequentazione della villa di Rigutino dove parlavano di cultura, di politica, di arte e di tanto altro, sottolineando la costante ironia del pittore.

Infine le varie testimonianze di chi aveva frequentato Villoresi.

Interessante quella di Donato Lucci, che ha raccontato delle sue avventure di pesca con Villoresi sull'Ombrone. Oppure quella di Piero Perticai, che bambino stava raccogliendo le ghiande per i maiali e Villoresi gli si avvicinò, instaurando un bel legame che poi lo portò a frequentarlo.

Infine la testimonianza di Paolo Ciabattini, che incontrando Villoresi in una località della Versilia, quello gli fece correggere un compito di matematica al celebre scienziato Antonino Zichichi.

Insomma, se questa iniziativa ha interrotto la lunga stagione di oblio verso uno dei più importanti pittori del nostro territorio, essa ci ha anche restituito un Franco Villoresi dalle molte sfaccettature, un grande pittore, certo, ma anche una grande persona, vicina agli ultimi, semplice, schivo, amante della pesca e della ricerca dei funghi, restio a farsi catalogare tra le varie "scuole" pittoriche e i vari sodalizi, ma seguendo un suo percorso artistico ed umano.

oSantino Gallorini

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