Economia
Mauro Benvenuto e Tiziana Nisini
Dazi, guerra e mercati bloccati mettono in crisi il distretto orafo aretino. Un settore simbolo del territorio che oggi fa i conti con una crisi profonda, segnata da numeri allarmanti e da uno scenario internazionale sempre più instabile. Sono oltre 80 le aziende orafe della provincia di Arezzo, delle 1.200 circa, che dall’inizio dell’anno hanno chiuso i battenti, strette tra il calo degli ordinativi, i dazi e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
È questo il quadro emerso nell’incontro promosso da Cna, che ha visto la partecipazione dell’onorevole Tiziana Nisini, del presidente degli orafi Cna Mauro Benvenuto e del presidente della Camera di Commercio Arezzo-Siena, Massimo Guasconi. Al centro del confronto, la necessità urgente di sostenere le imprese attraverso strumenti straordinari, a partire dall’estensione degli ammortizzatori sociali. Martedì è in agenda un incontro al Ministero del Lavoro a Roma. Su richiesta di Cna, è in fase di elaborazione un provvedimento che punta ad allungare la durata degli ammortizzatori sociali.
“Ci siamo incontrati già nelle scorse settimane a Roma – ha spiegato Tiziana Nisini, vicepresidente Commissione Lavoro della Camera – proprio perché è stata evidenziata con forza la crisi del comparto orafo, legata a fattori internazionali ma anche alle difficoltà del sistema economico nazionale. Molte aziende hanno già esaurito gli strumenti disponibili o stanno per farlo. È necessario intervenire per permettere loro di superare questo momento e salvaguardare occupazione e filiera. Stiamo lavorando a un decreto che possa rispondere concretamente a questa emergenza”.
A tracciare il quadro dal punto di vista delle imprese è Mauro Benvenuto. “Abbiamo tante aziende in cassa integrazione e un forte calo degli ordinativi. Il Medio Oriente, che rappresenta uno dei principali mercati, è oggi di fatto bloccato. L’augurio è che la situazione si sblocchi quanto prima, che il Governo ci aiuti, perché altrimenti il settore inizierà ad avere problemi davvero importanti. Molte aziende avevano attivato gli ammortizzatori già dallo scorso autunno e oggi stanno esaurendo le ore disponibili. Senza un’estensione concreta, il rischio è quello di ulteriori riduzioni di attività o nuove chiusure. Abbiamo bisogno di salvaguardare la filiera, solo con la cassa integrazione in questo momento ci riusciamo”.
Ancora più ampio lo sguardo di Guasconi che lega la crisi a uno scenario globale complesso. “Siamo di fronte a un momento drammatico. I mercati del Medio Oriente sono fortemente limitati, sia per la domanda sia per le difficoltà logistiche e commerciali. I costi energetici, le rotte aeree compromesse, l’instabilità dei prezzi rendono impossibile qualsiasi programmazione. Alcuni studi indicano che, anche se la guerra finisse nel giro di poche settimane, servirebbero anni per ristabilire flussi, relazioni e prezzi. È una crisi che lascerà segni profondi”. Da qui la richiesta condivisa al Governo: misure straordinarie e immediate per evitare un ulteriore impoverimento di uno dei distretti orafi più importanti a livello nazionale e internazionale.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy