Arezzo
Controllo al parco: magrebino reagisce con violenza
Tunisino viene controllato dalla polizia al parco Mancini, dietro alla stazione ferroviaria di Arezzo, si innervosisce e scaraventa la bicicletta contro gli agenti. Poi lotta con uno di loro e gli storce il polso con forza fino a procurargli lesioni, con referto di tre giorni di guarigione. Alla fine viene arrestato, non senza difficoltà, accusato di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e per il rifiuto di fornire le generalità.
E’ successo martedì in pieno giorno in una delle zone dove è necessario da parte delle forze dell’ordine tenere gli occhi bene aperti. Dopo mezzogiorno, il magrebino avvicinato dagli operatori della Questura, ha subito mostrato un atteggiamento ostile, non collaborativo. Dalla banca dati risultava avere il permesso di soggiorno scaduto da oltre 4 anni: la sua posizione sul territorio italiano era dunque quantomeno da chiarire meglio.
Ma all’invito a scendere dalla bici per seguire i poliziotti in ufficio, la risposta del tunisino è stata picche. Non ne voleva assolutamente sapere, si è irrigidito, spingeva la bicicletta contro gli agenti rifiutandosi di scendere e poi l’ha lanciata nella loro direzione, senza colpirli. Ha provato a scappare, ma è stato raggiunto dagli agenti, ne è nato un corpo a corpo nel quale lo straniero ha afferrato uno dei due per la mano e l’ha ruotata con forza, a mo’ di leva.
Una volta bloccato con l’aiuto di un secondo equipaggio, nel tragitto in auto fino alla questura il tunisino ha continuato a dare in escandescenze sbattendo la testa nell’abitacolo. Ieri la convalida dell’arresto, con il 42enne difeso in aula dall’avvocato Cristiano Cazzavacca. Il giudice monocratico Ada Grignani ha convalidato l’arresto, fissando il processo per un’altra data, nel mese di luglio.
Nel frattempo è stata applicata per lui la misura cautelare dell’obbligo di firma.
Dalla banca dati risulta anche che il magrebino abbia precedenti di polizia per stupefacenti e reati contro la persona, due condanne per rapina, minaccia e lesioni personali. Era stato già ammonito dal questore.
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