Arezzo
La Top Gold dopo l'assalto e Giordini (Confindustria)
Assalto con il botto alla Top Gold di Isola di Castelluccio. Cassaforte esplosa e banditi in fuga nella notte, con un quantitativo di metallo prezioso da tombola: si parla di 20 chili e di un controvalore di 2,6 milioni di euro. Ma conferme ufficiali non ci sono.
Di certo c'è che la nota azienda di gioielleria fondata nel 1991, affermata a livello nazionale nei gioielli in oro cavo, è stata aperta come una scatoletta di tonno da un commando composto da banditi mascherati, più di quattro senz'altro, forse otto o addirittura dieci. Telecamere al setaccio.

Erano passate le 3 e tutti dormivano nelle case, con l'amaro in bocca della disfatta della Nazionale, quando invece il gruppo di professionisti del crimine metteva in atto il piano preparato con cura. Ed eseguito con lucida potenza.
I malviventi hanno lanciato in retromarcia un'auto rubata ad Arezzo, in centro, ed hanno abbattuto il cancello dell'azienda. Poi con la stessa manovra hanno buttato giù il portone di accesso allo stabile. Una volta dentro, in sei minuti e poco più hanno introdotto gas nella cassaforte, sembra idrogeno, anziché acetile o propano (sono in corso analisi) ed hanno provocato lo scoppio con la combinazione chimica giusta. A quel punto, con il forziere sventrato, hanno fatto man bassa di preziosi e sono scappati lasciando sul posto il rottame della macchina, il fumo, l'odore acre e i danni alla struttura. L'allarme che segnala le intrusioni ha fatto accorrere sul posto il titolare, che nel percorso da Campoluci ha urtato un ostacolo con la macchina. Un tronco. Auto distrutta e per fortuna nessuna conseguenza per lui. I banditi prima di agire si erano preoccupati di chiudere le principali vie di accesso alla Top Gold con delle piante abbattute messe di traverso. Tutto ciò per poter avere margini di tempo utili per la fuga.

Le indagini sono in pieno svolgimento da parte dei carabinieri. L'azienda, una cinquantina di dipendenti, è assicurata e in passato ha avuto già esperienze spiacevoli.
La nuova offensiva della malavita specializzata in assalti alle aziende orafe preoccupa per l'organizzazione in stile militare di questo colpo, per l'utilizzo di un metodo sofisticato, l'esplosione con l'idrogeno, e per la sfrontatezza usata nell'attacco, come nei tempi peggiori dei furti in serie che destabilizzarono il distretto aretino. Non siamo certo a quei livelli, come nel 2024, il 2026 non ha finora fatto registrare una frequenza di furti anomala, ma quanto accaduto a Castelluccio dà la sveglia a tutto il comparto, già alle prese con problemi non di poco conto. Dall'instabilità globale al costo, appunto, del metallo che viaggia sui 130 euro al grammo con oscillazioni da paura. Un obiettivo, l'oro, che fa molta gola agli specialisti degli assalti, capaci di organizzare furti da film. Ci eravamo dimenticati di queste sequenze cominciate al tempo della Salp di Poggio Bagnoli e proseguite con imitazioni varie. Bande ora del sud Italia ora straniere. Il lavoro svolto negli anni scorsi da Carabinieri e Polizia aveva assestato un duro colpo a questo mondo di delinquenti attratti dai metalli preziosi. Ma da sotto la cenere rispuntano bagliori inquietanti.
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“Siamo di fronte ad un episodio che colpisce profondamente non solo l'azienda coinvolta, ma l'intero sistema produttivo del nostro territorio, in un momento già complesso, tra tensioni geopolitiche, aumento dei costi delle materie prime e rallentamento dei mercati”.
Lo ha dichiarato Giordana Giordini dopo aver appreso la notizia dell'assalto alla Top Gold di Castelluccio. Una scorreria che riporta in primo piano il tema sicurezza e rimette in discussione i risultati ottenuti fin qui. La presidente di Confindustria Toscana Sud, ha aggiunto: “Episodi come questo aumentano ulteriormente il senso di difficoltà e di vulnerabilità. È evidente che si tratta di un furto messo a segno da soggetti altamente esperti, che hanno agito con modalità organizzate e mirate, nonostante l'impegno costante delle imprese in termini di sicurezza e nonostante gli sforzi che tutte le forze dell'ordine - dalla Questura ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza - coordinate dalla Prefettura, hanno profuso negli ultimi anni. Nonostante tutto ciò - prosegue Giordana Giordini - questi episodi continuano a verificarsi, seppur più di rado, ed è quindi necessario riconvocare al più presto un tavolo sulla sicurezza tra associazioni, imprenditori, assicurazioni e istituti di vigilanza, per rafforzare il coordinamento e capire come migliorare ulteriormente le attività di prevenzione”.

La presidente di Confindustria, imprenditrice orafa, conclude: “In questo senso, sono già stati fatti investimenti importanti, come l'installazione diffusa di sistemi di videosorveglianza con lettura targhe, che devono essere messi ancora più a frutto all'interno di un sistema integrato, così da diventare uno strumento sempre più efficace di prevenzione e controllo del territorio”.
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