Il caso
I sindaci del Valdarno riuniti
Dal Valdarno i tempi per raggiungere l'ospedale di Arezzo sono ben oltre i 60 minuti calcolati dal Ministero della salute: se ne impiegano fino a 85 minuti in base al nuovo studio fatto dalla Regione. E questo è un elemento a favore del mantenimento del punto nascita della Gruccia altrimenti destinato alla chiusura. Si è svolta ieri mattina la seduta della Conferenza dei sindaci con all'ordine del giorno la presa visione, prima dell'invio al Ministero, della documentazione relativa alla richiesta di deroga per il punto nascita dell'ospedale della Gruccia, comprendente la relazione introduttiva, la check list e il report infrastrutturale sui flussi di traffico.

Di questo argomento, al centro del dossier da inviare a Roma, ha parlato l'assessore regionale alle infrastrutture Filippo Boni: "Lo studio si è concentrato sulle criticità autostradali, in particolare sul tratto fra Incisa e Firenze Sud e su quello che divide il Valdarno da Arezzo. Abbiamo valutato i tempi e la frequenza delle manutenzioni, e verificato i dati sugli incidenti con lesioni: mediamente si verifica un incidente ogni quattro giorni, causando code di circa 15 minuti. Questo conferma che il tratto è particolarmente critico e non garantisce sicurezza piena per le partorienti che devono raggiungere gli ospedali di Arezzo. Abbiamo inoltre allegato - ha concluso Boni - uno studio dettagliato sul traffico locale, in particolare sulla zona del ponte Mocarini e via Poggilupi, che dimostra che i tempi di percorrenza possono arrivare fino a 80-85 minuti."

Alla seduta ha partecipato anche il direttore generale della Asl Toscana Sud Est Marco Torre: "La partecipazione dei sindaci ha permesso di arricchire il documento, focalizzandosi sulle caratteristiche del territorio e sui tempi di percorrenza verso l'ospedale di Arezzo. Il punto nascita della Gruccia garantisce tutti gli standard di sicurezza, strutturali e organizzativi, e l'azienda è impegnata a raggiungere l'obiettivo di 500 parti entro fine anno." Ad oggi si sono registrati 120 parti, dieci in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e in controtendenza rispetto ai dati dell'intera Asl. "La richiesta di deroga, ha ricordato la presidente della Conferenza dei sindaci Valentina Vadi, va nella direzione di preservare e tutelare il nostro punto nascita, attraverso una relazione ampia e articolata che ne valorizza i punti di forza e ne conferma la sicurezza clinica e l'appropriatezza delle cure sia per le madri che per i bambini."
Ha espresso soddisfazione per la relazione il primario del reparto di ostetricia e ginecologia Filippo Francalanci: "La relazione dell'assessorato alle infrastrutture evidenzia quanto sia essenziale mantenere il nostro punto nascita come presidio di sicurezza per le donne del territorio". Per quanto riguarda invece l'acquisto di un ecografo, il Calcit Valdarno si è detto disponibile a farsi promotore di una raccolta fondi che coinvolgerà tutti i comuni del territorio.
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