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L'intervista

Amina Kovacevich si racconta: "Dalle bambole al Piccolo alla Libera Accademia del Teatro. E il prossimo progetto"

Sara Polvani

06 Aprile 2026, 18:37

Amina Kovacevich

Amina Kovacevich

Dalla "Bambina del Piccolo" alla Libera Accademia. La vita di Amina Kovacevich è sempre stata legata al teatro.

Quando è nata la sua passione per il teatro?

La mia passione per il teatro è nata in modo naturale fin da quando ero una bambina. Giocando con le bambole già allora sperimentavo mondi, inventavo voci e trame. I miei adorati genitori amavano il teatro e con loro, io e mio fratello Uberto l’abbiamo frequentato fin da piccoli. All'epoca, ad Arezzo, una scuola di recitazione ancora non esisteva; poi, accadde che il Piccolo Teatro Città di Arezzo inaugurò il suo primo corso ed io ero lì, una bimba spensierata che stava scoprendo in quel gioco la scintilla che l’avrebbe accompagnata per sempre. È lì che ho incontrato Alfredo De Antoniis, il mio “padre artistico”: sotto la sua ala, il gioco dell'infanzia è diventato disciplina e una professione amata che ho fatto sempre con passione senza conoscere la parola stanchezza.

Come è proseguito il percorso?

Il percorso si è fatto impegnativo e affascinante. Ricordo i corsi al Mim di Firenze con il maestro Orazio Costa Giovangigli. Giovanissima, mi qualificai seconda al Premio Wanda Capodaglio davanti a una giuria di giganti: Vittorio Caprioli, Ilaria Occhini, Umberto Orsini ed Eros Pagni. Fu per me una sorta di battesimo che confermò la mia vocazione.

In questo percorso ha sempre avuto suo fratello al fianco.

Il teatro è stato anche un “affare di famiglia”. Con mio fratello Uberto creammo il duo cabarettistico "I 2K": anni di risate, premi e chilometri, un’energia condivisa che si alternava alle serate con La Bottega Fantastica, giovane compagnia diretta dalla indimenticabile Lalla Morini. Ma la grande occasione arrivò con la compagnia fiorentina Arca Azzurra. Lavorare con Ugo Chiti e con i suoi attori è stata una fortuna immensa; la soddisfazione più grande resta lo spettacolo Emma - Il ridicolo della vita, dove ho vissuto Chiti come drammaturgo e regista, durante la creazione di un personaggio intensissimo, Clara, che porterò sempre con me. Altro splendido viaggio artistico con il regista Angelo Savelli (compagnia Pupi e Fresedde) e nella lunga e trascinante tournée delle Novelle della Nonna con Massimo Grigò.

Arriviamo al 1996, un anno segnato nella storia della città.

Nel 1996 insieme a colleghi e amici fraterni quali Francesca Barbagli, Andrea Biagiotti, Uberto Kovacevich e Ilaria Violin abbiamo fondato la Libera Accademia del Teatro. Si sono poi aggiunti Samuele Boncompagni, Alessandra Cartocci, Stefano Graverini, Stefania Pace. Un gruppo di lavoro eterogeneo e molto coeso. La Libera Accademia è il luogo del cuore dove abbiamo sviluppato la nostra poetica che valorizza il teatro come strumento di crescita umana e di socialità. Quest'anno festeggeremo 30 anni di attività, un traguardo immenso! All’interno della Libera abbiamo avuto la fortuna di veder crescere tantissimi ragazze e ragazzi che sono rimasti fortemente legati tra loro e con noi insegnanti.

Quali sono stati i momenti “indimenticabili” di questi trenta anni?

Sono veramente tanti. Eravamo giovani e avevamo voglia di sperimentare: abbiamo portato i nostri spettacoli in luoghi non convenzionali, in piazze e giardini. Ricordo con emozione il debutto itinerante in Fortezza con una rivisitazione di Hook - Capitan Uncino: io ero Nonna Wendy, Andrea Biagiotti fu intenso nel rappresentare il rampante manager Peter Pan, sua moglie fu interpretata da una giovane, tenera ma determinata Francesca Barbagli e mio fratello Uberto fu uno splendido Capitano Uncino. Poi sono nate le nostre rassegne come Creazioni e Incontro al Teatro, grazie alle quali abbiamo portato ad Arezzo artisti di gran calibro. Ricordo l’emozione e l'orgoglio di rappresentare in stagione al Teatro Petrarca lo spettacolo L’Omino d’Oro e gli altri invisibili con la mia regia e la drammaturgia di Andrea Bocconi. Proprio in questi giorni mio fratello Uberto Kovacevich, che ne fu protagonista, sta finendo le riprese di un cortometraggio su questo personaggio, l'omino d'oro, per la regia di Fernando Maraghini e MariaErica Pacileo. Nel cuore porto anche i ritmi frenetici di Rumori Fuori Scena di M. Frayn in cui eravamo proprio tutti noi della Libera Accademia a recitare insieme sotto la regia di Andrea Biagiotti e ancora la splendida messa in scena di Gnicche, brigante gentiluomo di Uberto Kovacevich.

Avete anche promosso tanti progetti legati al teatro.

Da sempre condivido con Ilaria Violin la didattica per i più piccoli, tutta la progettualità nelle scuole pubbliche e l’importante impegno nel teatro sociale. Per non parlare del Teatro Interiore, splendido percorso assieme a Francesca Barbagli attrice e psicologa che mi consente ogni volta di scoprire nuovi orizzonti dell’animo umano. Altro progetto a cui sono legatissima è SpettAttori che condivido con Samuele Boncompagni da quando è nato e che riesce sempre a stupire per la profondità con cui consente di apprezzare gli spettacoli proposti. Oggi, dopo oltre 40 anni, continuo a insegnare teatro con lo stesso entusiasmo, con il desiderio di trasmettere la mia passione anche attraverso progetti come Allievi Per Allievi che vuol portare il teatro classico alle giovani generazioni e che festeggerà nella prossima stagione il suo decimo compleanno! Un traguardo importante di cui sono onorata è essere docente di recitazione del liceo delle scienze umane Vittoria Colonna - Indirizzo Teatrale, un indirizzo che avrei tanto voluto esistesse quando ero ragazza, e che ho avuto la fortuna e l’onore di veder nascere e crescere come fiore all’occhiello per la nostra città.

Quali sono i progetti futuri?

In questo momento noi della Libera Accademia del Teatro siamo tutti in fermento per la preparazione dei saggi-spettacolo di fine anno dove raccogliere i frutti del lavoro di un’intera stagione. Il mio sguardo è inoltre rivolto a un progetto ambizioso del quale condividerò la regia con il coreografo e regista Gianni Santucci e che porterà tante realtà artistiche, socie sostenitrici della Fondazione Guido d'Arezzo, a realizzare un grande evento in Piazza Grande. Sarà un messaggio di pace ispirato a San Francesco del quale ancora non posso svelare i dettagli. Quella bambina che correva tra le poltrone del Piccolo Teatro è ancora qui. Convinta che il teatro sia un luogo dove si possano allenare la sintonia e il rispetto perché per essere davvero sé stessi, bisogna imparare a vedere il mondo con gli occhi dell’altro.

IL PROFILO

Attrice, regista, insegnante di recitazione e attuale presidente dell'assemblea dei soci sostenitori della Fondazione Guido d'Arezzo. Tra i fondatori della Libera Accademia del Teatro, Amina Kovacevich è diplomata al Centro di Avviamento all'Espressione diretto dal maestro Orazio Costa Giovangigli e ha iniziato la sua attività di attrice professionista nel lontano 1983. Ha lavorato, tra gli altri, con le compagnie Arca Azzurra (diretta dal regista e drammaturgo Ugo Chiti) e Pupi e Fresedde del teatro di Rifredi per la regia di Angelo Savelli.

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