Martedì 07 Aprile 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

VERSO LE ELEZIONI

Arezzo, Simone Chierici, saluti e sassolini. A chi dire grazie, quale è stata la sorpresa e chi la delusione

L'assessore al turismo e presidente di Arezzo Intour: "La lista Ora? Ecco perché non riparte"

Francesca Muzzi

07 Aprile 2026, 19:20

Simone Chierici

Simone Chierici

Dalla sua improbabile ricandidatura al bilancio di questi undici anni prima da consigliere comunale e poi da assessore al turismo e presidente della Fondazione Arezzo Intour. Simone Chierici lascia un’impronta importante del suo mandato. Basta dare un’occhiata ai dati sul turismo. Arezzo grazie al lavoro suo e dei suoi collaboratori è tra le mete più gettonate in tutte le stagioni. Un’eredità da consegnare, proteggere e proseguire negli anni a venire.

- Allora Chierici, si ricandida?

Al 99,9% (periodico) credo di no.

- Perché no?

Perché dopo un percorso decennale, anzi, con il Covid di quasi undici anni, prima come consigliere e poi come assessore sempre espressione di una lista civica, mi farebbe “fatica” presentarmi nelle liste di un qualsiasi partito, verso il cui ruolo ho il massimo rispetto e che, anzi, ringrazio, per avermi cercato più volte e con discreta insistenza.

- A chi darà il suo appoggio?

Per quanto riguarda il mio appoggio, questo non può che essere nei confronti di Marcello (Comanducci ndr), che ritengo persona per bene e che sicuramente non lesinerà impegno e dedizione se dovesse essere eletto. Probabilmente il miglior candidato per la coalizione.

- In questi anni il turismo ad Arezzo è cresciuto. Come avete fatto?

Con il lavoro, l’applicazione e la dedizione di tante persone. Il post Covid poteva minare le certezze che si erano venute a creare fino al 2019 e non nego che l’assumere la presidenza della Fondazione Arezzo Intour e la delega al turismo in quello specifico contesto, qualche timore lo ha creato. Ricordo, in particolare, l’inaugurazione della Città del Natale del 2021, dopo un anno di stop: il sindaco mi disse “ti ho visto un po' teso….”. Gli risposi “e vorrei vedere te….”. Fortunatamente siamo subito ripartiti bene, anche meglio di altre destinazioni ed i numeri delle presenze in costante crescente sono lì a dimostrarlo. Innegabile che l’operato della Fondazione Arezzo Intour abbia inciso tantissimo.

- Fondazioni tanto criticate. Invece quali sono i vantaggi?

Le Fondazioni sono strumenti molto più specifici e soprattutto più agili di un qualsiasi ufficio comunale. A volte, quando mi è capitato di dover illustrare le caratteristiche delle Fondazione Arezzo Intour, ho citato Amici miei: “cos’è il genio è fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione”. Ecco, in particolare il poter agire con maggior celerità – il che non significa, aggirare le norme – consente un’efficacia che nessun ufficio “classico” di nessun Comune potrebbe, proprio per la sua strutturazione, avere. Peraltro, un soggetto “esterno” consente, oltre ad una maggior specializzazione dei propri addetti, anche di risparmiare denari in virtù del fatto che è in grado di generare ricavi propri per sostenere le attività svolte.

- Se si potesse dare un voto? E c’è qualcosa che è rimasto indietro?

La modestia, quella di facciata, non fa parte del mio carattere. Quindi, anche a rischio di risultare antipatico, dico alto. Non il massimo dei voti perché qualcosa, comunque, mi è rimasto indietro; tipo la modifica del Regolamento della Fiera Antiquaria, che comunque non è cosa banale o il progetto unitario per gli arredi e i dehors di bar e ristoranti che ancora è in un cassetto della Soprintendenza e che per più ragioni non abbiamo potuto portare a termine.

– E la cosa di cui va più fiero?

Senza dubbio la sottoscrizione dell’accordo di valorizzazione dei Musei Statali che ci ha consentito di avere un’importante freccia al nostro arco sia a livello di incrementata attrattività della città che di produzione di ricavi. In questo devo ringraziare il mio direttore ed il sindaco che furono decisivi di fronte a qualche mia perplessità iniziale. Poi ce ne sarebbe anche un’altra…..

– Quale?

Il minibus turistico. Capisco che rispetto ad altro può apparire banale, ma la soddisfazione di aver portato ad Arezzo un servizio di questo tipo – peraltro con un gestore di una disponibilità e correttezza uniche – è stata tanta.

- Un consiglio al prossimo assessore al turismo?

Visto che in genere, l’assessore al turismo è sempre stato anche il presidente della Fondazione, di continuare a sviluppare il lavoro svolto in questi anni in via degli Albergotti: tanta roba.

- Perché l’avventura di Ora Ghinelli dopo 10 anni è terminata?

Un po' per la natura stessa di una lista civica, che ha retto (molto bene) per due legislature, fatto assai raro; un po', purtroppo, per qualche posizione egoistica e forse poco trasparente. La ricerca di un approdo più sicuro per se stessi da parte di alcuni non ha fatto che accelerarne l’epilogo, e la prima non è conseguenza della seconda ma, almeno in parte, ne è stata la causa. Credo che una lista di Ora avrebbe avuto ancora qualcosa da dire. Ma così è andata. Per il mal di pancia di molti.

- Chi l’ha delusa, chi una sorpresa e a chi dire grazie.

Parto dal fondo: devo ringraziare Alessandro Ghinelli che mi ha voluto nella giunta e mi ha consentito di fare un’esperienza gratificante e formativa, che peraltro non era nei miei programmi in campagna elettorale. La sorpresa, se così si può definire, è stata la calma olimpica di Marco Sacchetti nel gestire delle “beghe” non da poco che si è ritrovato sul groppone, senza mai trascendere o perdere la pazienza.

Mi ha deluso chi si è mosso sotto traccia, lecitamente per carità, pro domo sua ma non ne faccio i nomi. Se ne avrò voglia, forse, glielo spiegherò de visu.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie