IL CASO
Leonardo Magi e il suo cane Choco
Leonardo Magi, il proprietario di Choco, meticcio morto dopo essere stato investito, ha regolarmente presentato denuncia in questura. Il documento riassume quanto accaduto, stando ovviamente al racconto dell’uomo. Il fatto è avvenuto la mattina del 6 aprile, intorno alle 8.40, lungo il percorso pedonale di via dell'Acropoli. Il proprietario dell’animale stava passeggiando con il suo cane meticcio di quasi 15 anni che non era al guinzaglio. Ha notato un'autovettura che percorreva la via a bassa velocità. Il cane si trovava sul lato opposto della strada rispetto a lui. Magi racconta di aver alzato il braccio destro, sia per chiedere al conducente di fermare il veicolo, sia per segnalare che stava per richiamare a sé il cane, affinché attraversasse la strada. Il veicolo, spiega Magi nella denuncia, si è effettivamente arrestato e quindi lui ha chiamato Choco, che ha obbedito e ha iniziato ad attraversare la carreggiata. A quel punto, però, il conducente ha improvvisamente inserito la marcia e ha accelerato, investendo l'animale “prima frontalmente e poi travolgendone il corpo con le ruote anteriori e posteriori”.

Leonardo Magi con il suo Choco
Secondo quanto riferito da Leonardo Magi, si è udito un forte tonfo secco, provocato dall'impatto del corpo del cane con la carrozzeria del veicolo, con l'asfalto e infine con gli pneumatici. Il conducente non ha rallentato né si è fermato, continuando ad accelerare, allontanandosi dal luogo dell'incidente senza prestare alcun soccorso. Il proprietario dell'animale ha dichiarato di non essere riuscito a rilevare targa, marca e modello dell’auto con certezza. Ritiene tuttavia che si trattasse di una Toyota Rav 4 di vecchia generazione, di colore grigio. Non è stato possibile identificare il conducente né sono state notate telecamere nella zona che possano aver ripreso l'accaduto. Magi ha dichiarato di voler procedere penalmente nei confronti dell'autore o degli autori dei fatti.
Raggiunto telefonicamente, ha aggiunto ulteriori particolari: “Dall'altra parte della strada c'era un uomo con due cani che ha visto tutto. Io sto cercando lui, nella speranza che possa fornire particolari importanti. Subito dopo l'investimento di Choco ero sotto shock, non riuscivo nemmeno a effettuare chiamate per chiedere aiuto. È giunto sul posto un ragazzo a bordo di una bici che è rimasto fino alla fine. Choco sarà cremato, ma io a questa vicenda voglio andare fino in fondo. Chi commette gesti come questo non deve restare impunito. Ho tanti amici che mi hanno già contattato, compresi alcuni politici. Occorre rendere più severe le sanzioni per chi è protagonista di tali crimini". Ha subito aperto un canale per la raccolta di donazioni. Ma a cosa serviranno i soldi? È lui stesso a spiegarlo: “Serviranno per far nascere la Fondazione Choco dedicata alla tutela degli animali vittime di pirati della strada”.

Choco è morto per un investimento
Questi gli obiettivi principali della fondazione: “Assistenza legale: sostenere le famiglie che subiscono la perdita di un animale a causa di conducenti che non rispettano il Codice della strada (omissione di soccorso). Supporto alle indagini: collaborare con le autorità per l'installazione di sistemi di videosorveglianza in aree sensibili e percorsi ciclopedonali. Sensibilizzazione: promuovere campagne educative affinché l'omissione di soccorso verso un animale non sia più considerata un incidente minore, ma un atto di crudeltà punibile. Soccorso rapido: creare una rete di pronto intervento veterinario in convenzione per gli animali ritrovati feriti in strada”. Ma per ora l’obiettivo principale resta fare chiarezza sull’episodio che è costato la vita a Choco.
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