IL FATTO DEL GIORNO
Il palazzo evacuato
Cinquanta persone, ma il numero potrebbe salire, costrette a lasciare appartamenti, uffici e negozi. Il palazzo di Zara, in piazza San Jacopo è stato dichiarato inagibile per colpa di una colonna pericolante. Transennata la parte della piazza davanti al loggiato. Interdetta al passo. Il nastro bianco e rosso della polizia locale transenna fino in piazza Risorgimento. Ci sono vigili del fuoco, polizia locale e Forze dell’ordine a presidiare un punto della città -pieno centro - dove ogni giorno passano migliaia di persone. La colonna è una del loggiato dove sotto ci sono gli ingressi. È pericolante e ci vorrà minimo una settimana per metterla in sicurezza. Davanti al palazzo, condomini con le valigie pronti a lasciare le proprie case. Impiegati che chiedono di tornare in ufficio a prendere il computer, commesse di Zara uscite di gran fretta.

Sono le 14.45 di ieri pomeriggio, quando il camion dei vigili del fuoco arriva in piazza San Jacopo. I pompieri entrano velocemente nel negozio di Zara e la gente - clienti e commesse - comincia ad uscire quasi correndo. Lo stesso fanno con gli altri uffici e con gli appartamenti. C’è una colonna che è pericolante e la situazione è andata peggiorando nel giro di due o tre giorni. I vigili del fuoco cominciano a transennare la zona, mentre scendono i condomini. Cristina, una signora la chiamano più volte e dice: “Avevo paura ad aprire”, poi ci racconta dei lavori che il palazzo ha subìto e che doveva ancora subire nei prossimi giorni. A dare l’allarme sullo stato della colonna è, tra gli altri, Bruno Rontani, allertato dai condomini. Lui è il tecnico che avrebbe dovuto iniziare i lavori. Spiega: “Una delle lastre che coprono la colonna si era allargata e i condomini ci hanno immediatamente chiamato per capire che cosa fosse successo. Abbiamo tolto le lastre e abbiamo visto che cosa stava succedendo. La situazione non era bella, ma non critica e così drammatica, anche se comunque dovevamo intervenire. Oggi (ieri ndr), siamo tornati con l’impresa e con l’ingegnere previo incarico dei due condomini per mettere tutto in sicurezza, e abbiamo visto che i ferri che erano già scoperti si erano accentuati, cioè erano venuti più fuori, nel giro di tre giorni. Praticamente da venerdì a oggi”. “Il pilastro si sta piegando a sinistra ed è ben visibile ciò”. Le lesioni che sono sotto, sono in sofferenza e quindi hanno deciso di chiudere tutto il palazzo e renderlo inagibile”. I vigili del fuoco subito intervenuti, parlano di “lesioni pur lente, ma purtroppo in evoluzione. Quindi occorre evacuare l’edificio in attesa delle opere di ripristino”.
La colonna è alta circa sette metri e la preoccupazione del fenomeno in così rapida evoluzione ha fatto scattare l’allarme. Vigili del fuoco che hanno bussato alle porte di uffici e condomini. Sono 12 gli appartamenti occupati - circa 14 inquilini - più tutte le persone che lavorano negli uffici e nei negozi sottostanti. Tra questi anche Zara, la profumeria, la sede del Calcit, l’assicurazione e tante altre attività. Si contano circa cinquanta persone che almeno per una settimana dovranno rimanere fuori di casa. Ma, i condomini, dove andranno? Chi può nelle seconde case, oppure da parenti. Per chi non ha nessuna alternativa, il Comune ha messo a disposizione le strutture alberghiere.

Intorno alle 18, siamo tornati sul posto per capire come è la situazione. L’intera area circostante l’edificio continua ad essere delimitata e probabilmente sarà così fino alla messa in sicurezza. Interdetta dunque al passaggio pedonale e veicolare. Sul posto è stata attivata l’Unità Comando Locale dei vigili del fuoco per il coordinamento delle attività di monitoraggio strutturale e anche per le operazioni di recupero dei beni essenziali da parte dei residenti. C’è una coppia che ha una valigia pronta e che ci racconta: “I vigili ci hanno subito bussato alla porta e ci hanno detto di evacuare il palazzo anche con velocità. Stasera (ieri ndr) dormiamo a casa di parenti e speriamo di rientrare alla svelta a casa nostra”. Ma sembra che la situazione non venga ripristinata prima di una settimana, non è escluso che ci vorrà ancora di più. Incontriamo di nuovo anche la signora Cristina, fuori casa dalle 15 e ci dice che è pronta a partire per il Chianti. Ma c’è anche chi nel palazzo ci lavora. Una ragazza chiede di andare a riprendere il computer in ufficio. I vigili del fuoco l’accompagnano così come hanno fatto con altre persone, residenti e impiegati e le commesse di Zara che sono stati tutti accompagnati dentro le proprie strutture e poi, una volta prese le proprie cose, sono stati fatti uscire. Tanti, ovviamente i curiosi. Il palazzo, oggi di Zara, un tempo era del Cristallo per l’omonimo bar o dello Scortecci per la tabaccheria, è una costruzione risalente agli anni ’60 ed è uno dei palazzi iconici della città. Oggi è in pericolo e ha bisogno di manutenzione. I tecnici sono già al lavoro.
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