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IL CASO

Arezzo, mamma Concetta: "Strisce pedonali inesistenti, dov'è la sicurezza per mio figlio ipovedente"

Succede a Sant'Anastasio. L'appello al Comune "caduto sempre nel vuoto"

Sara Polvani

13 Aprile 2026, 05:44

Le strisce sbiadite

Le strisce ormai sbiadite

Una famiglia di Sant'Anastasio - davanti al centro commerciale di Olmo - chiede interventi minimi di sicurezza stradale: strisce pedonali visibili e un semaforo a chiamata. Ma per il momento le risposte sono state nulle.

Una situazione che mette quotidianamente a rischio i cittadini e, in particolare, un bambino ipovedente di 11 anni.

“La nostra è una battaglia che va avanti da anni – denuncia con fermezza la madre del bimbo, Concetta Piccolo – ma nulla si è mosso. Parliamo di un tratto di strada statale estremamente trafficato - la 71 - privo di limiti di velocità adeguati e senza attraversamenti pedonali visibili. È una condizione di pericolo evidente e sotto gli occhi di tutti”.

Non si tratta di una richiesta nuova né improvvisata: il progetto per il semaforo a chiamata risulta già approvato dal Comune di Arezzo, ma è rimasto fermo.

“Ci è stato detto che non si trova un’azienda per eseguire i lavori - dice Concetta - Dopo tre anni, questa non può più essere una giustificazione credibile”.

La gravità della situazione è stata confermata anche dagli specialisti del Centro Ipovedenti di Firenze, che seguono il bambino e che torneranno a Sant’Anastasio il prossimo 24 aprile per valutare ulteriori azioni, non escludendo iniziative di protesta.

Il tratto interessato - lungo la strada di Madonna di Mezzastrada, da Sant'Anastasio fino alla chiesa di Olmo - è frequentato ogni giorno da residenti, famiglie e studenti: qui si trovano una scuola, una chiesa e diverse attività.

Ed è proprio su questo punto che la richiesta si fa immediata e non più rinviabile: “In attesa del semaforo a chiamata, il Comune deve intervenire subito installando limiti di velocità chiari (50 km/h) e rifacendo le strisce pedonali, rendendole finalmente visibili lungo tutto il tratto. Non è più accettabile che attraversamenti esistenti siano di fatto invisibili o cancellati.

Non è tollerabile – incalza la mamma – che in una zona così frequentata non ci siano attraversamenti pedonali visibili. Mio figlio ha una grave difficoltà visiva, ma qui non si tratta solo di lui. È un problema che riguarda tutti. Quello che manca è il rispetto per la sicurezza delle persone”.

L'assessore Casi è stato più volte informato della situazione. I lavori non solo non sono mai partiti, ma le condizioni sono ulteriormente peggiorate.

A questo punto, la domanda è una sola: quando intende intervenire il Comune? Quali sono i tempi certi per mettere in sicurezza questo tratto di strada? Non servono più promesse o rinvii. Servono date, responsabilità e interventi immediati. Perché qui non si parla di opere accessorie, ma di sicurezza pubblica. E ogni giorno di ritardo è un rischio che non può più essere tollerato. Attendiamo risposte chiare”.

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