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Il caso

Delitto di Garlasco, lite tra Massimo Giletti e il generale Luciano Garofano a Lo Stato delle cose: le macchie sulla porta a soffietto, le indagini e le analisi

Pesante botta e risposta tra il conduttore e il generale: "Se dopo venti anni siamo ancora qui ..."

Julie Mary Marini

14 Aprile 2026, 09:34

Delitto di Garlasco, lite tra Massimo Giletti e il generale Luciano Garofano a Lo Stato delle cose: le macchie sulla porta a soffietto, le indagini e le analisi

La porta a soffietto di casa Poggi e quelle che sembrano macchie di sangue

Delitto di Garlasco, furiosa lite nell'ultima puntata stagionale de Lo Stato delle cose tra il conduttore Massimo Giletti e Luciano Garofano, generale dei carabinieri in congedo, ex comandante del Ris, già consulente consulente tecnico per la difesa di Andrea Sempio, nel caso dell'omicidio di Chiara PoggiMassimo Giletti torna su uno dei passaggi più controversi del caso: la porta a soffietto che conduceva alla cantina dove fu trovato il corpo di Chiara. Il punto di partenza è una relazione dei Ris del 2007, corredata da un’immagine che, secondo il generale Luciano Garofano, sarebbe stata male interpretata: "Un’illusione fotografica", nulla di più. Dall'immagine, invece, si vedono sulla porta quelle che sembrano palesemente macchie di sangue

Massimo Giletti e Luciano Garofano durante la puntata

Garofano difende con decisione il lavoro svolto, parlando di un’attività "onesta, scrupolosa e completa" e spiegando nel dettaglio le verifiche eseguite: dalla luce forense ai test per il sangue, fino ai trattamenti per le impronte e alle analisi di laboratorio con il Nero Amido. "Le foto possono risentire di effetti illusori dovuti all’angolazione o al flash", chiarisce, aggiungendo che "l’importante è aver fatto tutte le analisi per verificare le tracce". E con evidente irritazione, denuncia "suggestioni, manipolazioni, falsità" che a suo dire avrebbero accompagnato il dibattito nell’ultimo anno.

Ancora una immagine della porta e delle macchie

La replica di Giletti è netta e non concede sconti: "Quella mi sembra tutto meno che un’illusione fotografica". Il giornalista richiama anche un’altra immagine, con "macchie bianche", che Garofano liquida come il risultato del trattamento con polveri di alluminio per le impronte digitali. "Su quella porta non c’erano tracce di sangue", ribadisce, sottolineando che ogni accertamento è stato svolto anche alla presenza dei consulenti di Alberto Stasi. Ma il confronto si accende quando Giletti mette in discussione l’approccio stesso delle indagini: "Quella non era una porta banale… l’avrei smontata e controllata tutta. Avrei fatto l’analisi genetica del dna ovunque". Garofano, a quel punto, alza un muro: "Ho dato tutte le mie spiegazioni… non merita nessun commento la sua risposta". Giletti non arretra e rivendica il proprio ruolo: "Alle mie domande è pregato di dare una risposta… nella mia ignoranza l’avrei controllata tutta", arrivando a dire che ritiene più convincente la posizione dell’avvocato Bocellari.

Un momento delle indagini in casa Poggi per l'omicidio di Chiara

Il botta e risposta diventa sempre più teso. "Forse lei non vuol capire, le ho detto che l’abbiamo controllata tutta", insiste Garofano, mentre Giletti rilancia con parole dure: "Se siamo qui dopo 20 anni credo che le indagini ...". A complicare il quadro emerge anche una fotografia scattata il giorno dopo l’omicidio, in cui - secondo quanto riferito in trasmissione - non compaiono le anomalie evidenziate successivamente nella relazione dei Ris. In sostanza in una foto si vedono quelle che hanno tutta l'apparenza di essere macchie di sangue, in un'altra no. "Credo di meritarla una risposta per il mazzo che mi sono fatto in questi mesi", aggiunge Giletti, definendo "insufficiente" quanto dichiarato da Garofano. Il generale in congedo replica con una battuta, "magari ci sarà l’esame di riparazione", ma Giletti chiude con un richiamo più ampio: "Nella vita bisogna saper accettare i confronti, non ci si nasconde".

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