Arezzo
Francesco Macrì, presidente esecutivo Estra
Arriva il giorno di Coingas e della proposta ai soci di Estra di confermare Francesco Macrì alla presidenza del cda. Anche se Macrì nei giorni scorsi è stato nominato dal Mef presidente di Leonardo. E anche se sono molto forti le spinte dei soci per rinviare il rinnovo dei vertici dell’azienda di luce e gas dal 27 aprile a dopo le elezioni amministrative.
A fine maggio si vota ad Arezzo, Prato e Pistoia e il cambio di guida politica come sempre può avere riflessi nella multiutility. L’assemblea in via Cocchi è in agenda alle 10 di giovedì 16 aprile.
Nonostante questo quadro, l’indirizzo politico e tecnico che prevale in Coingas, è che la situazione internazionale complicatissima, con rischio di lockdown energetico, richiede una guida forte, esperta, in continuità e con pieni poteri. Sarebbe deleteria una gestione provvisoria in regime di prorogatio, limitata cioè all’ordinaria amministrazione, quando invece servono polso e capacità decisionali. Subito. Rimandare il rinnovo del cda a dopo l’estate (ci sono i consigli comunali da insediare e le giunte da comporre) è da evitare.

Questa la linea di Paola Petruccioli, amministratore unico di Coingas. Ed è anche l’orientamento del blocco politico composto da centrodestra e civici del Comune di Arezzo. Il capoluogo detiene la maggioranza relativa delle azioni di Coingas (45,17%) e sarà rappresentato in assemblea dal sindaco Alessandro Ghinelli o dall’assessore Alberto Merelli, che ha la delega alle partecipate.
Coingas, che partecipa Estra al 25,14%, in base ai patti parasociali ha la facoltà di scegliere il presidente dell’azienda del metano e dell’energia. Dopo l’elezione di Ghinelli a sindaco (2015) è sempre stato Francesco Macrì a pilotare Estra, salvo il periodo in cui venne fermato da Anac per questioni giuridiche poi superate. Nell’arco di un decennio è innegabile il segno che Macrì ha lasciato nell’azienda che figura tra i player maggiori in Italia nell’erogazione di servizi, con investimenti e nuove strategie per allargare il perimetro operativo anche su rifiuti e acqua.
Il 7 maggio è previsto l’insediamento al vertice di Leonardo, la società della difesa, aerospazio e sicurezza (19,5 miliardi di fatturato). Proiettato su un livello nazionale e internazionale, Francesco Macrì, alla luce dell’impegno sulla società per la quale il governo Meloni lo ha chiamato, farà probabilmente delle valutazioni più avanti.
Al di là della questione del rinnovo del 27 aprile (lo stesso Macrì era favorevole ad uno slittamento) e alla possibile fase di ponte in regime di proroga, in prospettiva potrebbe porsi la questione di una sua uscita. Ma la sua sostituzione, se necessaria, non è un tema banale. Intanto Coingas punta i piedi verso i soci, affinché in questa primavera cruciale in campo energetico, non venga depotenziato il suo ruolo.
Vice presidente di Estra è Alessandro Fabbrini, amministratore delegato Nicola Ciolini. La presidenza ricoperta da Macrì è un ruolo in quota Fratelli d’Italia in base agli accordi di maggioranza. Un’intesa che, in caso di vittoria di Marcello Comanducci (civico) alle elezioni, prevede il vice sindaco espressione di Fratelli d’Italia e Lucia Tanti (civica in Forza Italia) alla presidenza del consiglio.
Il 27 aprile, con l’approvazione del bilancio di Estra, scadono anche gli assetti di due società del gruppo Estra che vedono alla presidenza due aretini: Estra Energie è guidata da Franco Scortecci ed Estra Clima è guidata da Giovanni Grazzini.
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