Calcio serie C
Arezzo - Torres, così in campo
Oggi i sogni dei tifosi dell'Arezzo e della città intera passano tutti dal Comunale. La Serie B non può più attendere. E basta un'ultima vittoria per conquistare: battere la Torres consegnerebbe matematicamente la cadetteria al Cavallino.
Vent'anni dopo l'ultima apparizione degli amaranto in cadetteria, nella stagione 2006/2007 segnata dal binomio Conte-Sarri in panchina, e a sessant'anni dalla prima promozione del 1966, l'Arezzo si ritrova davanti a un grande appuntamento con la storia. Vincere per festeggiare la promozione diretta in Serie B. Alle 14.30 gli amaranto scenderanno in campo per affrontare la Torres nell'ultima giornata di campionato: in palio, da una parte, ci sono il primo posto e il conseguente salto di categoria; dall'altra i sardi hanno ancora bisogno di punti per conquistare la salvezza. La posta in gioco è altissima. E la città ne è consapevole: saranno oltre 8 mila i sostenitori amaranto a colorare il Comunale con bandiere e sciarpe. “Vogliamo raccogliere quello per cui abbiamo lavorato, sudato e sognato”, ha dichiarato alla vigilia l'allenatore dell'Arezzo, Cristian Bucchi. Ma a livello emotivo, come sta il club amaranto? “Siamo carichissimi - replica - La squadra è serena, ha lavorato bene. Intorno si respira grande fermento, ma è inevitabile: non è una partita uguale alle altre. L'obiettivo è quello per cui abbiamo lavorato tutto l'anno”. Gli avversari: “La Torres è una squadra fisica, con grandi valori e qualità tecniche. Verrà a giocarsela. Sarà una partita fastidiosa, complicata. La differenza dovranno farla le motivazioni: le nostre dovranno essere molto più presenti e pesanti”. L'allenatore dell'Arezzo ha sottolineato l'importanza di saper leggere i momenti della partita: “Non si possono giocare cento minuti sempre nello stesso modo: bisogna capire quando forzare e quando rifiatare. Serviranno concentrazione ed equilibrio”. È importante, infatti, non lasciarsi distrarre dalla contemporaneità degli altri campi: l'Ascoli, prima al pari dell'Arezzo ma con lo svantaggio della differenza reti negli scontri diretti, sarà in scena a Campobasso.
“Non possiamo permetterci distrazioni. Dobbiamo guadagnarci la promozione sul campo”. Sull'ultima formazione del campionato da schierare, spiega: “Abbiamo tanti giocatori nelle migliori condizioni, anche chi nelle ultime settimane non era stato al cento per cento. Le scelte le farò in base a quello che ho visto durante la settimana, senza farmi condizionare dai precedenti. Tutti hanno mandato il messaggio di voler esserci. Non ho mai avuto dubbi su di loro. Sceglierò l'undici che, secondo me, potrà approcciare meglio la partita, sapendo che anche i cambi dovranno mantenere alto lo standard della prestazione che ci auguriamo possa essere quella che i ragazzi si meritano. So quanto hanno lavorato, quanto hanno sofferto, quanto ci tengono e quanto ci tiene la città. Per noi dello staff è lo stesso. In ballo ci sono emozioni concentrate in cento minuti. Completiamo l'opera, facciamolo tutti insieme”. Il motivo in più per dare il massimo? Il percorso fatto fino ad ora: “Siamo partiti a luglio prima di tutti, con una voglia incredibile di ritrovarci e di stare insieme. Il gruppo ha sempre risposto bene. Adesso il merito dobbiamo crearcelo noi: andiamo in campo e vinciamo questa partita”.
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